Yemen, il peggior disastro umanitario causato dall’uomo

La situazione dei diritti umani nello Yemen non ha fatto che peggiorare da quando una coalizione a guida saudita ha iniziato a bombardare il paese nel marzo 2015.

Nel corso della guerra, tutte le fazioni hanno commesso numerose violazioni del diritto internazionale umanitario, compresi crimini di guerra. La maggior parte delle morti civili è stata causata da attacchi aerei, tuttora completamente impuniti, da parte della coalizione a guida saudita.

Per porre l’attenzione su questo conflitto che purtroppo viene spesso trascurato, lo scorso 24 gennaio al Parlamento europeo abbiamo organizzato una riunione congiunta tra la Sottocommissione dei Diritti umani e la Commissione per lo Sviluppo. Durante l’incontro, con l’aiuto di affermati oratori abbiamo cercato di riportare il delicato tema dello Yemen sotto i riflettori. Abbiamo richiamato la necessità di un processo di pace, ma anche di azioni concrete, come un embargo delle armi da parte dei paesi membri dell’Unione europea nei confronti della coalizione a guida saudita.

A prendere la parola nel corso dell’audizione sono stati Kamel Jendoubi, presidente del gruppo di eminenti esperti internazionali e regionali sullo Yemen, Radhya Al-Mutawakel, eminente difensore dei diritti umani yemenita, co-fondatrice e presidente di “Mwatana Organization For Human Rights”, Farian Sabahi, scrittrice, accademica e giornalista, specializzata sul Medio Oriente e in particolare su Iran e Yemen, Rula Jebreal, giornalista, scrittrice e analista di politica estera e Regina Egle Liotta Catrambone, co-fondatrice e direttrice dell’organizzazione di ricerca e soccorso in mare MOAS (Migrant Offshore Aid Station), un’organizzazione umanitaria internazionale impegnata a fornire aiuti e assistenza medica di emergenza a rifugiati e migranti in tutto il mondo.

Gli oratori ci hanno ricordato come lo Yemen rappresenti il peggior disastro umanitario, un disastro provocato dall’uomo. La coalizione saudita, infatti, ha imposto allo Yemen severe restrizioni navali e aeree in gradi differenti dopo il marzo 2015. Le parti in conflitto hanno ugualmente ostacolato la consegna di aiuti umanitari e di altri beni indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile. Nel corso dei loro interventi, hanno sollecitato l’Unione europea affinché faccia il possibile per fermare i crimini di guerra commessi dal paese più ricco del Medio Oriente contro il paese più povero del Medio Oriente: lo Yemen. È tempo di un’azione comune di tutti i 27 stati membri dell’UE. Qualsiasi cosa meno di questo, di un ampio embargo sulla vendita di armi ai due paesi che conducono questa guerra sarebbe un via libera per commettere altre atrocità, altri crimini di guerra, il che renderebbe lo Yemen una piattaforma di lancio per gli jihadisti.

Il Parlamento europeo ha adottato diverse risoluzioni nelle quali si condannano tutti gli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili e si chiede un divieto a livello dell’Unione europea per le vendite di armi all’Arabia Saudita, una richiesta ribadita dai deputati anche lo scorso novembre. La risoluzione del 4 ottobre 2018, inoltre, raccomandava che la Sottocommissione per i diritti umani del Parlamento europeo monitorasse gli sviluppi dei diritti umani nello Yemen e producesse un rapporto sulle violazioni dei diritti umani e civili perpetrate nel paese.

Nel corso del prossimo mese, dovrei recarmi nello Yemen: sarà un’occasione importante per comprendere meglio la situazione e allo stesso tempo tentare di portare il contributo nostro del Parlamento europeo a questo drammatica vicenda, un’occasione per andare oltre le risoluzioni e dare una spinta dal punto di vista diplomatico affinché questo processo di pace possa realizzarsi.