Yemen, il conflitto “dimenticato” che ha provocato 20mila vittime

È stata approvata questa mattina, giovedì 30 novembre, nella seduta plenaria di Bruxelles, la risoluzione con cui il Parlamento europeo condanna il conflitto che sta consumando lo Yemen e la sua popolazione.

Alle origini di questa risoluzione c’è il conflitto “dimenticato” in atto dal 2015 tra la coalizione a guida saudita e la minoranza Houthi. Anni di guerra che hanno portato ad una delle maggiori crisi umanitarie degli ultimi tempi. Sono più di 20mila, infatti, le persone che hanno perso la vita dall’inizio del conflitto, di cui almeno la metà civili. L’epidemia di colera, la carestia e la decisione della coalizione saudita di chiudere le frontiere con lo Yemen sono fattori che aggravano ulteriormente la condizione interna del Paese. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani l’80% della popolazione dipende dagli aiuti umanitari.

Oltre al conflitto interno, alla povertà dilagante, al cambiamento climatico, al degrado ambientale e alla violazione dei diritti umani, contribuisce a peggiorare la situazione la preoccupante indifferenza della comunità internazionale, complice silenziosa delle numerose e continue violazioni nei confronti degli Yemeniti. Più del 50% delle strutture sanitarie sono state rese inagibili dai bombardamenti, il 90% delle risorse idriche sono inutilizzabili e i fondi messi a disposizione per la popolazione yemenita non arrivano a destinazione a causa del blocco all’accesso umanitario.

La Risoluzione delle Nazioni Unite del 23 febbraio scorso non ha sortito l’effetto sperato, anzi l’impasse del maggior organo internazionale è dovuta alla pressione della “lobby saudita” all’interno del Consiglio dei diritti umani. L’incessante rifornimento di armi all’Arabia Saudita da parte di Stati terzi – tra cui numerosi paesi europei – evidenzia ancora una volta come gli interessi economici prevalgano sul rispetto della vita e della persona. Per questo, attraverso la risoluzione approvata, il Parlamento europeo ha chiesto di impedire agli Stati membri la vendita di armi all’Arabia Saudita.

È giunto il momento di tener fede ai nostri obblighi interazionali umanitari, assumendo come priorità la protezione della popolazione e la ricostruzione economica e sociale dello Yemen e chiamando le Nazioni Unite a rispettare il loro mandato e la loro missione, senza più scendere a compromessi con la ricca controparte Saudita.

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