Settimana dei diritti umani al Parlamento Europeo

Il Parlamento europeo, durante la settimana dal 19 al 23 novembre 2018, ha celebrato il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani organizzando, per la prima volta, una intera settimana dedicata ai Diritti umani.

Adottata all’ONU il 10 dicembre 1948, la Dichiarazione universale dei diritti umani è stata il primo documento internazionale a stabilire i diritti e le libertà fondamentali per tutte le persone.

Da allora, il Parlamento europeo è diventato uno dei difensori più impegnati di questi diritti, sia all’interno dell’UE, dove il Parlamento ha lavorato per difendere i diritti personali, civici, politici, economici e sociali, sia oltre i confini dell’Unione. Il Parlamento negli anni ha richiamato l’attenzione su gravi violazioni in tutto il mondo, celebrando allo stesso tempo i difensori dei diritti umani, in particolare attraverso il suo annuale Premio Sakharov.

Nell’ambito della Settimana dei diritti umani, le commissioni parlamentari hanno organizzato audizioni sul ruolo dei governi, delle istituzioni e della società civile nel rafforzamento del rispetto dei diritti fondamentali, compresi i diritti dei minori, nell’UE.

 

Giornata internazionale del bambino

Martedì 20 novembre, abbiamo introdotto all’interno della Settimana dei diritti umani la giornata internazionale dei diritti dell’infanzia.

La tutela dei diritti dell’infanzia costituisce il punto di partenza per la difesa dei diritti umani. Investire nei bambini e adolescenti, significa investire nel nostro futuro e mettere le basi per un avvenire che sia più sostenibile. Per questo è importante dedicare uno spazio alla partecipazione e all’ascolto dei bambini e dei giovani. In particolare, mi riferisco all’Africa e a tutte quelle situazioni in cui quotidianamente vengono violati i diritti dei bambini, come in Yemen, dove si sta consumando un silenzioso disastro umanitario.

Ringrazio UNICEF e EUROCHILD, non solo per l’appuntamento organizzato al Parlamento europeo che ha coinvolto molti giovani in una discussione sul futuro delle nuove generazioni, ma anche per il lavoro quotidiano che mettono in campo in difesa dei diritti dei bambini. Operano in Europa, ma anche in quei paesi dove l’accesso ai servizi minimi di base, come l’educazione o i servizi sanitari, spesso è considerato un privilegio più che un diritto universale.

Ringrazio l’Intergruppo diritti dei bambini al Parlamento europeo per il loro lavoro che ogni giorno svolgono all’interno delle istituzioni europee, perché l’attenzione ai bambini e agli adolescenti nelle politiche europee sia sempre presente.

Mi auguro che il prossimo Parlamento sia in grado di ospitare nuovamente questo tipo d’iniziativa stabilendo un meccanismo annuale che permetta l’interazione tra decision-maker europei e adolescenti, soprattutto in vista del trentesimo anniversario della Convenzione dei diritti dell’infanzia. Mi piacerebbe che il Parlamento europeo si facesse promotore di questo tipo di iniziativa anche nelle sue relazioni con paesi terzi.

 

Ai Weiwei: “Attenzione al legame tra arte e politica”

Ai Weiwei è un artista cinese che si occupa di scultura, fotografia, cinema e molte altre forme artistiche. Attraverso le sue opere, ha contribuito costantemente al dialogo pubblico sulla democrazia e sui diritti umani.

È noto per la sua attiva denuncia delle violazioni dei diritti umani non solo del suo paese, ma del mondo intero. Lo scorso agosto, per la seconda volta, una ruspa e diversi operai hanno distrutto l’atelier dell’artista seguendo un ordine emesso delle autorità cinesi. La prima volta fu nel 2011, quando la giunta municipale di Shanghai stabilì che il suo studio di Malu Twon dovesse essere chiuso e demolito. Per via della sua opposizione al regime, Weiwei è stato rinchiuso in carcere per ben 81 giorni, in una località segreta, dal 2 aprile al 22 giugno 2011. Dopo la scarcerazione, su cauzione, gli è stato confiscato il passaporto per quattro anni, al termine dei quali, nel 2015 l’artista si è trasferito a Berlino.

Martedì 20 novembre, Ai Weiwei è stato al Parlamento europeo in occasione della Settimana dei diritti umani, partecipando a una seduta della Sottocommissione per i Diritti umani. Con lui abbiamo parlato di diritti umani, in particolare della libertà di espressione e della libertà di produrre e condividere la cultura.

“L’arte può aiutare a trovare la verità”, ha spiegato Ai Weiwei. “L’arte è anche la possibilità di esprimere emozioni e sentimenti, quindi si tratta di qualcosa che non può essere regolato dalla politica. Tuttavia un legame tra arte e politica esiste, perché la seconda dovrebbe garantire la libertà alla prima di potersi esprimere in ogni circostanza”.

 

Diritti umani, raccogliamo insieme la sfida per un mondo migliore

Una conferenza ad alto livello nell’emiciclo di Bruxelles martedì 20 novembre ha attirato partecipanti di spicco da tutto il mondo. C’erano l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet, il procuratore generale dell’ICC Fatou Bensouda, il vicepresidente dell’UE, l’Alto rappresentante Federica Mogherini, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e molti altri.

Alternandosi in un panel da me presieduto nei panni di presidente della Sottocommissione dei Diritti umani, gli ospiti hanno evidenziato l’importanza della difesa dei diritti umani, sia nel contesto europeo, che in quello esterno all’Unione. La promozione e la protezione dei diritti umani è un pilastro fondamentale del sistema delle Nazioni unite e un valore fondante dell’Unione europea.

La Dichiarazione universale dei diritti umani ha ispirato più di 80 trattati internazionali sui diritti umani e le costituzioni di diversi paesi ne fanno esplicitamente riferimento. Serve mantenere prioritario il tema dei diritti umani nelle agende UE e ONU. Per riuscirci è indispensabile un’azione collettiva da parte di tutti i soggetti coinvolti per riuscire a proteggere i diritti e chi li difende in tutto il mondo.

I difensori dei diritti umani operano in un mondo sempre più restrittivo e si trovano ad affrontare sempre crescenti minacce. Dopo decenni di conquiste, molti paesi sembrano avere fatto passi indietro. Dalle Filippine all’Ungheria, dagli USA al Brasile, alla Russia e Arabia Saudita, molti leader populisti esprimono in modo sistematico un disprezzo totale nei confronti dei diritti umani e dei chi li difende.

Dobbiamo comprendere la necessità di raccogliere la sfida rappresentata dalle disuguaglianze che sono state invece ignorate per tanto tempo: omettere il tema sarebbe molto pericoloso. L’Europa, culla dei diritti, dovrebbe far tesoro di ciò che è avvenuto e avviare nelle proprie istituzioni, a partire dal Parlamento europeo, le riforme politiche e organizzative necessarie a raccogliere queste sfide.

Rivedi qui la conferenza:

http://www.europarl.europa.eu/ep-live/it/other-events/video?event=20181120-1445-SPECIAL

 

Musica e cultura per promuovere i diritti umani

La cultura è veicolo per la promozione dei diritti dell’uomo. È testimonianza di libertà di espressione e di diritti.

Con questo messaggio martedì 20 novembre abbiamo aperto il concerto intitolato “Che il Mediterraneo sia”. Sul palco Eugenio Bennato, cantautore italiano che da anni porta la sua musica e la sua poesia in giro per il mondo, raccontando storie di diritti negati, di migranti e di libertà. Il Mediterraneo e i paesi che si affacciano su questo mare sono al centro delle sue canzoni, che mettono in musica le storie di tante persone che hanno affrontato situazioni in cui le libertà e i diritti fondamentali erano negati.

Martedì sera la cultura è stata espressione anche di multiculturalità, grazie ai musicisti che hanno accompagnato l’artista richiamando ritmi di paesi europei e nord africani.

Il concerto è stato introdotto da un dibattito tenuto da EuroMed Rights che ha sottolineato il potere della musica e delle arti visive nel diffondere prodotti culturali che siano in grado di raccontare storie di emozionare, ma anche di come questo potere possa essere veicolo di libertà e di diritti nel mondo.