Rassegna diritti umani 20-26 maggio 2019

GIACARTA

Almeno sei persone sono rimaste uccise e circa 200 ferite negli scontri a Giacarta seguiti alla rielezione del presidente indonesiano Joko Widodo. Almeno 60 persone sono state arrestate. Il candidato presidenziale sconfitto, l’ex generale Prabowo Subianto, ha accusato Widodo di frode elettorale. Martedì i suoi sostenitori hanno manifestato nelle strade: le proteste, cominciate in maniera pacifica, sono sfociate nelle violenze nella notte.

 

STATI UNITI

Martedì il Senato della Louisiana ha approvato l’introduzione di un emendamento alla Costituzione statale, che abolisce il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza. La Louisiana è solo l’ultimo di una serie di stati – quasi tutti governati dai Repubblicani –: la settimana scorsa in Alabama era stata approvata una legge che vieta l’aborto in tutto lo stato, mentre due settimane fa in Georgia, come già in Missouri, era stata approvata una legge che vieta l’aborto quando è possibile rilevare il “battito cardiaco” del feto, cioè dopo le sei settimane di gravidanza.

 

BRASILE

La Corte Suprema del Brasile ha deciso che le discriminazioni contro gay e persone transgender devono essere perseguite penalmente in base alla legge sul razzismo, dal momento che per ora non esiste ancora una legge che punisca i reati per omofobia e transfobia. La decisione, che è passata per il voto favorevole di 6 giudici su 11, darà più protezioni alla comunità LGBTQ+, fortemente attaccata nel paese. Secondo un gruppo di attivisti per i diritti civili, il Grupo Gay de Bahia, almeno 141 persone sono state uccise in Brasile quest’anno per omofobia e transfobia.

 

BRASILE/2

Domenica 26 maggio c’è stata una rivolta nel carcere di Anísio Jobim, nel nord del Brasile, in cui sono morte 15 persone. Secondo quanto riferito dalle autorità, la rivolta è iniziata durante l’orario di visita e ha coinvolto alcuni detenuti che ne hanno uccisi altri strangolandoli o accoltellandoli con spazzolini da denti affilati. La rivolta è stata sedata poco dopo e sulla vicenda sono in corso delle indagini. Nello stesso carcere, nel 2017, uno scontro tra gang criminali aveva provocato la morte di 56 detenuti.

 

TAIWAN

Venerdì a Taipei, la capitale di Taiwan, si sono celebrati i primi matrimoni tra coppie delle stesso sesso, dopo che la scorsa settimana il paese era diventato il primo in Asia a legalizzare le unioni omosessuali. La nuova legge garantisce alle coppie dello stesso sesso diritti simili a quelli previsti per i matrimoni eterosessuali, anche se rimangono alcune restrizioni sulle adozioni e sui matrimoni con persone straniere.

 

HONG KONG

Non era mai successo che, a persone provenienti da Hong Kong, venissero riconosciuti fondati motivi per fuggire dalla persecuzione. è accaduto il 21 maggio: la Germania ha riconosciuto lo status di rifugiato politico a Ray Wong e Alan Li, due attivisti del movimento che rivendica l’indipendenza dell’attuale regione amministrativa speciale cinese. Erano fuggiti in Germania nel novembre 2017 mentre erano liberi su cauzione in attesa di un processo che li vedeva imputati di disordini che avevano avuto luogo nel febbraio 2016. Questa vicenda sottolinea la rapida erosione del diritto alla libertà d’espressione a Hong Kong. Il governo locale sta ricorrendo sempre più a leggi arbitrarie per soffocare il dibattito sulla democrazia e l’autonomia.

 

VENEZUELA

Nella città venezuelana di Acarigua, a sudovest di Caracas, almeno 29 detenuti sono morti durante una rivolta in un carcere all’interno di una centrale di polizia. Oscar Valero, capo della pubblica sicurezza dello stato di Portoguesa, dove si trova Acarigua, ha detto che le violenze sono iniziate a causa di un tentativo di evasione da parte di molti detenuti, che avrebbe provocato la reazione delle forze speciali della polizia (FAES).

 

KENYA

La Corte Suprema del Kenya ha deciso che una legge risalente all’epoca coloniale che criminalizza le relazioni omosessuali dovrà rimanere in vigore. In Kenya le relazioni tra persone dello stesso sesso sono vietate dalla fine del diciannovesimo secolo, quando il paese era sotto il controllo del Regno Unito, e gli omosessuali rischiano fino a 14 anni di carcere.

 

LIBIA

Milioni di abitanti di Tripoli e delle città vicine sono rimasti senza fornitura d’acqua dopo che domenica un gruppo armato aveva preso d’assalto, nel distretto di Gefara, una sede del “Grande fiume artificiale”, un acquedotto che preleva l’acqua dal Sahara e la trasporta verso Tripoli e dintorni attraverso un ramificato sistema di tubature. Il gruppo aveva ordinato agli impiegati di chiudere i tubi dell’acqua collegati ai pozzi sotterranei; l’agenzia che amministra l’acquedotto ha detto che verranno riaperti quando saranno soddisfatte le richieste degli assalitori, che al momento non sono però note.