Rassegna 8-14 aprile 2019

ITALIA

Salvini richiama ECR, ENF e EFDD a “l’Europa del buon senso”

Insieme a Jörg Meuthen del AfD, Olli Kotro dei Veri finlandesi e Anders Vistisen del Partito popolare danese, il vicepremier Matteo Salvini ha invitato i movimenti politici appartenenti ai gruppi ECR, ENF e EFDD a fondersi in un nuovo gruppo parlamentare, per difendere “l’Europa del buon senso”. Riguardo l’assenza alla conferenza del suo grande alleato Marine Le Pen, Salvini ha assicurato che era stato incaricato da tutti i movimenti politici del suo gruppo al PE, incluso il Rassemblement national, di lanciare questo appello.

TURCHIA

Adottata la 3a relazione annuale sullo strumento per i rifugiati

La Commissione europea ha adottata la 3a Relazione annuale sullo Strumento per i rifugiati per la Turchia, che mostra che entro marzo 2019 sono stati assegnati contratti per la piena dotazione operativa della prima quota dello strumento e che sono stati erogati oltre 2 miliardi di euro. Progressi significativi sono stati compiuti nella mobilitazione della seconda quota, con 1,2 miliardi impegnati, 450 milioni contratti e 150 milioni erogati nel marzo 2019. I contributi totali (bilancio UE e contributi nazionali) ammontano a 6 miliardi di EUR (3 miliardi di EUR impegnati il periodo 2016-17, e lo stesso importo per il periodo 2018-19).

REGNO UNITO

Brexit: si rimanda al 31 ottobre

Il primo ministro britannico Theresa May e i ventisette hanno concordato un’estensione “flessibile” del Articolo 50 fino al 31 ottobre 2019. L’obiettivo è di evitare un no deal, per quanto possibile. Questa data del 31 ottobre corrisponde, in teoria, alla data in cui la nuova Commissione entrerà in carica, il che dovrebbe quindi (in linea di principio) non avere più un membro britannico. È anche a metà strada tra il desiderio di alcuni paesi di avere una breve estensione – prima del 30 giugno – e il desiderio di alcuni di estenderla fino a marzo 2020.

ROMANIA

Il PPE chiede di discutere sullo stato di diritto

La Conferenza dei presidenti dei gruppi del Parlamento europeo ha deciso di convocare una discussione sulla situazione dello stato di diritto in Romania, su richiesta del PPE che ha rilasciato una dichiarazione in materia. “Purtroppo, con il passare delle settimane, lo stato di diritto in Romania si sta deteriorando. L’ultima campagna contro Laura Codruţa Kövesi, il primo candidato del Parlamento per la carica di procuratore generale, è inaccettabile in uno Stato membro dell’UE” e “le istituzioni dell’UE non devono essere ricattate dalle autorità rumene”, ha scritto il gruppo.

VISTI

Ok all’esenzione dal visto per i cittadini britannici

Il Consiglio dell’UE ha dato l’approvazione definitiva agli accordi di esenzione dal visto per i cittadini britannici in visita nell’UE dopo che il Regno Unito ha lasciato l’UE. La legislazione aveva causato polemiche al Parlamento europeo quando il Consiglio ha aggiunto una nota che descrive Gibilterra come una “colonia britannica”. Le disposizioni per l’esenzione dal visto si applicano alle visite brevi (meno di 3 mesi) all’interno dell’UE e si basano su condizioni di reciprocità: le disposizioni saranno sospese se il Regno Unito richiede visti per i cittadini di qualsiasi Stato membro. La legislazione è destinata ad applicarsi dal 12 aprile, ma si applicherà solo quando il Regno Unito lascia effettivamente l’UE.

SOCIALE

Ribadita la lotta alle disuguaglianze tra uomini e donne sul lavoro

Durante una riunione informale a Bucarest, mercoledì 10 aprile, i ministri competenti hanno rinnovato il loro impegno, per combattere le disuguaglianze tra uomini e donne sul posto di lavoro: migliorare l’accesso delle donne al lavoro a livello nazionale in tutti i settori di attività e lavorare per migliorare l’equilibrio tra vita professionale e privata garantendo nel contempo il principio della parità di trattamento, anche per quanto riguarda le retribuzioni, come previsto nel pilastro europeo dei diritti sociali. Soprattutto, molti ministri hanno chiesto che l’uguaglianza di genere sia posta in cima all’agenda politica europea come parte di una nuova strategia per l’uguaglianza di genere.

LIBIA

Gli Stati membri chiedono la fine dei combattimenti

I 28 Stati membri dell’UE hanno concordato giovedì sera, 11 aprile, una dichiarazione congiunta che chiede la fine immediata di tutte le operazioni militari. Il giorno prima, un primo tentativo di dichiarazione era fallito a seguito di commenti dalla Francia, che sono stati presi in considerazione in questa seconda dichiarazione. L’Alto rappresentante invita “tutte le parti a cessare immediatamente tutte le operazioni militari”. Se la versione precedente menzionava il generale Haftar, a capo dell’Esercito nazionale libico (LNA), quest’ultima non lo menziona, probabilmente per non urtare la sensibilità francese.