Rassegna 8-14 aprile 2019

COREA DEL SUD

La Corte Costituzionale della Corea del Sud ha stabilito che il divieto di interruzione volontaria di gravidanza in vigore nel paese è incostituzionale. Il divieto di aborto è contenuto in una legge del 1953 che prevede che le donne che abortiscono volontariamente possano essere multate e incarcerate, fatta eccezione per i casi di stupro, incesto o rischi per la loro salute. La Corte ha deciso che la legge dovrà essere riscritta entro la fine del 2020. A Seul, fuori dalla sede della Corte, sono in corso due manifestazioni: una delle persone contrarie al divieto di interruzione volontaria di gravidanza, l’altra di quelle a favore.

SUDAN

In Sudan il Consiglio militare che agisce come governo transitorio, formato dai militari che la scorsa settimana avevano organizzato un colpo di stato contro l’ormai ex presidente Omar al Bashir, ha fatto arrestare tutti i membri del governo Bashir. Il Consiglio militare ha inoltre promesso di non reprimere le proteste iniziate mesi fa contro il governo, che sono ancora in corso nonostante l’arresto di Bashir. I manifestanti hanno detto di voler continuare a protestare davanti al ministero della Difesa a Khartum, la capitale sudanese, finché il Consiglio militare non lascerà il potere a un governo civile.

EMIRATI ARABI UNITI

Ahmed Mansour, poeta, blogger e difensore dei diritti umani degli Emirati Arabi Uniti, è entrato nella quarta settimana di sciopero della fame, una forma di protesta contro la condanna a 10 anni che sta scontando in pessime condizioni detentive. Mansour è stato condannato, nel maggio 2018, a 10 anni di carcere e a una multa di un milione di dirham (oltre 240.000 euro) solo per aver espresso critiche del tutto pacifiche attraverso i social media. La condanna è stata confermata in appello il 31 dicembre 2018. Al termine, è previsto un periodo di tre anni di sorveglianza.

TUNISIA

Le Nazioni Unite hanno espresso «profonda preoccupazione» per l’arresto e la detenzione in Tunisia del funzionario Onu Moncef Kartas, accusato di «spionaggio» da parte delle autorità tunisine. Cittadino tunisino, esperto di governance della sicurezza e membro del gruppo di esperti del comitato per le sanzioni sulla Libia, Kartas era stato arrestato il 26 marzo al suo arrivo a Tunisi e da allora si trova in stato di detenzione. Giovedì 11 aprile, la magistratura tunisina ha annunciato di aver emesso un mandato di arresto nei confronti di Kartas e di un’altra persona non ancora identificata, ordinando l’apertura di un’inchiesta.

ARABIA SAUDITA

Le autorità saudite hanno arrestato altri otto attivisti, incluso un uomo con la doppia cittadinanza saudita e americana, accusati di fare campagna per i diritti delle donne e ritenuti vicini ad altri attivisti già detenuti. Si tratta di scrittori e sostenitori delle riforme sociali, come il diritto delle donne di guidare quando nel regno vigeva ancora questo divieto.

RUSSIA

La corte europea dei diritti umani ha stabilito che gli arresti domiciliari imposti nel 2014 al leader dell’opposizione Aleksej Navalnij, e in particolare le limitazioni alla sua possibilità di comunicare, erano ingiustificati, e ha imposto a Mosca di pagare 20mila euro di danni.