Rassegna 7-13 gennaio 2019

NIGERIA

In una dichiarazione rilasciata il 7 gennaio, il portavoce dell’esercito nigeriano ha spiegato che i soldati hanno condotto raid contro lo staff del Daily Trust affinché questo rispondesse a domande su una notizia pubblicata il 6 gennaio che avrebbe divulgato informazioni militari classificate relative ad attacchi pianificati contro Boko Haram e quindi minava la sicurezza nazionale. I soldati armati hanno chiuso l’ufficio Maiduguri del Daily Trust, arrestato alcuni membri dello staff operativo e portato via diversi computer.

MEDITERRANEO

Il 9 gennaio il primo ministro maltese Joseph Muscat ha annunciato che è stato raggiunto un accordo per permettere lo sbarco di 49 migranti bloccati nelle acque dell’arcipelago da settimane. Erano stati soccorsi dalle navi Sea Watch e Sea Eye tra la costa libica e Lampedusa, ma i governi di Italia e Malta non avevano concesso l’autorizzazione ad attraccare.

GUATEMALA

Il 7 gennaio il governo del presidente Jimmy Morales ha tentato di espellere i funzionari della Commissione internazionale contro l’impunità in Guatemala (Cicig), ma la sua decisione è stata sospesa poco dopo dalla corte costituzionale. La commissione, creata nel 2006 in seguito a un accordo tra il paese e le Nazioni Unite, è un organismo indipendente che stava indagando proprio su Morales e alcuni suoi familiari per finanziamento illecito della campagna elettorale. Negli ultimi anni, la commissione ha condotto inchieste importanti che hanno portato alla destituzione dell’ex presidente Otto Pérez Molina.

GABON

È fallito il tentato colpo di stato architettato dai militari in Gabon il 7 gennaio. Cinque militari della guardia repubblicana hanno occupato la sede della radiotelevisione gabonese a Libreville per invitare la popolazione a rovesciare il governo. Nel giro di poche ore i militari sono stati arrestati. Il presidente Ali Bongo manca dal paese da ottobre, a causa di un ictus.

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

Una nuova crisi si sta diffondendo nella Repubblica Democratica del Congo, dopo che i funzionari hanno annunciato durante la notte che il candidato dell’opposizione Felix Tshisekedi ha vinto le elezioni presidenziali del paese. La Francia sostiene che le cifre non corrispondano ai risultati raccolti da osservatori indipendenti e il partito al governo, il cui candidato è arrivato terzo, non ha ancora contestato il risultato, alimentando le accuse di un accordo di condivisione del potere con il signor Tshisekedi.

ARABIA SAUDITA

Rahaf Mohammed Alqunun è arrivata in Canada. La diciottenne saudita fuggita in Thailandia dalle violenze, dai pestaggi e dalle minacce di morte da parte della sua famiglia, è stata accolta a Toronto, dopo che il governo del premier Justin Trudeau le aveva concesso l’asilo. La giovane era stata fermata il 5 gennaio nello scalo thailandese di Bangkok mentre era diretta in Australia. Un funzionario dell’ambasciata saudita che le aveva sequestrato il passaporto, sostenendo che avrebbero dovuto “agire in coordinamento con l’ambasciata dell’Arabia Saudita”.

AZERBAIGIAN

Le autorità dell’Azerbaigian hanno presentato nuove accuse contro uno dei blogger anti-corruzione più popolari del paese, Mehman Huseynov. Ha scontato una pena detentiva di 2 anni dopo essere stato processato per diffamazione nei confronti di un’intera stazione di polizia a Baku: Huseynov aveva reso pubblici gli abusi che aveva subito lì. Da due settimane sta facendo lo sciopero della fame.

HONDURAS

In Honduras gli attivisti stanno organizzando attraverso i social network una nuova carovana di migranti, che dovrebbe partire alla volta del Messico e quindi degli Stati Uniti il 15 gennaio. I migranti si ritroveranno a San Pedro Sula vicino al confine col Guatemala alle cinque del mattino di martedì 15 e sono pronti a mettersi in cammino: “In Honduras ci uccidono. Cerchiamo protezione”.

BANGLADESH

A Dhaka, capitale del Bangladesh, si sono tenute giornate di proteste dei lavoratori del tessile: negli scontri con le forze dell’ordine una persona ha perso la vita. Come riferisce la stampa locale, gli agenti sono intervenuti con i gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere migliaia di manifestanti scesi in strada per chiedere l’aumento del salario minimo e condizioni di lavoro migliori. Il corteo in particolare ha cercato di bloccare la strada che collega l’aeroporto internazionale alla popolosa capitale bengalese. Negli scontri inoltre decine di persone sarebbero rimaste ferite.

INDIA

Proteste e scontri di piazza nell’Assam, uno stato dell’India, per via di un decreto di legge vorrebbe concedere la cittadinanza solo a chi era in Assam prima del 1971: la perderebbero 4 milioni di musulmani profughi arrivati successivamente. Sullo sfondo restano le accuse al primo ministro Narendra Modi, alla guida del partito nazionalista Bharatiya Janata Party (Bjp): intenderebbe compiacere la maggioranza indù della federazione in vista delle elezioni previste quest’anno.