Rassegna 5-11 novembre 2018

PAKISTAN

Ashiq Masih il marito di Asia Bibi, la contadina prima condannata a morte per blasfemia e poi salvata da un contrordine della Corte suprema, chiede aiuto all’Italia per fare uscire lui e la figlia dal Pakistan. I familiari della donna sono minacciati dai fondamentalisti islamici.

UCRAINA

Dopo mesi di atroci sofferenze s’è spenta la paladina della lotta alla corruzione in Ucraina, Katerina Handzyuk. L’attivista era stata ferita a luglio con dell’acido solforico, in un agguato sotto casa: è morta per le conseguenze di quell’attacco. Cinque persone sono state arrestate, ma il mandante non è ancora stato identificato. Lo scorso settembre, la Handzyuk, che svolgeva anche campagna contro i separatisti filo-russi dell’Ucraina orientale, aveva pubblicato un video in cui spronava i suoi concittadini a insorgere contro la corruzione sempre più dilagante nel suo Paese.

EGITTO

Le forze di sicurezza egiziane hanno arrestato almeno 19 persone nel corso di un raid. Otto donne e undici uomini impegnati nella difesa dei diritti umani sono stati arrestati. Si tratta di un ultimo segnale dell’ambiente ostile e repressivo in cui si trovano a operare i gruppi della società civile egiziana. Tra le persone arrestate c’è la celebre avvocata per i diritti umani ed ex componente del Consiglio nazionale per i diritti umani Hoda Abdelmoniem.

INDIA

È stato diffuso online un video girato in India in cui 5mila tra donne e adolescenti vengono frustate per essere liberata dagli “spiriti maligni” e dalle malattie. L’episodio è avvenuto in occasione della festa di Vijayadashami, celebrata una volta all’anno nel Tamil Nadu, nel sud del paese, durante la quale i sacerdoti hanno frustato le fedeli. Le donne vengono fustigate finché non sopportano più il dolore.

TUNISIA

Le autorità tunisine stanno confiscando e cercando i telefoni di uomini che sospettano di essere gay e facendo pressioni per fare test anali e confessare l’attività omosessuale. I pubblici ministeri utilizzano le informazioni raccolte in questo modo per perseguirli per atti omosessuali tra partner consenzienti, in base alle dure leggi sulla sodomia del paese.

TURCHIA

Mercoledì 7 novembre si è tenuto il processo contro Taner Kılıç, presidente onorario di Amnesty International Turchia, e gli altri 10 difensori dei diritti umani arrestati ormai quasi un anno e mezzo fa. Taner Kılıç e İdil Eser, ex direttrice dell’associazione, sono sotto processo insieme ad altri nove difensori dei diritti umani per rispondere dell’infondata accusa di “appartenenza a un’organizzazione terrorista”. Il tribunale di Istanbul ha rinviato al 21 marzo 2019 il processo contro gli attivisti, conosciuti come i “10 di Istanbul”.

ARGENTINA

Per la prima volta in Argentina due persone che non si riconoscono né nel genere femminile né in quello maschile hanno ottenuto che nel loro documento d’identità non si faccia nessun accenno al loro sesso. La decisione è stata presa dai servizi dello stato civile della città di Mendoza in virtù della legge sull’identità di genere approvata nel paese nel 2012. La norma consente a chiunque di definirsi secondo il genere che sceglie, indipendentemente dal sesso che gli è stato assegnato alla nascita.

BAHREIN

La corte di appello ha condannato all’ergastolo tre rappresentanti del movimento di opposizione con l’accusa di avere fatto la spia a favore del vicino Qatar, con cui il Bahrein ha rotto i rapporti nel giugno del 2017. Il verdetto contro Sheikh Hassan Sultan, Ali al Aswad e Sheikh Ali Salman che guidava il movimento Al Wefaq, ora messo fuori legge, è stato emesso il 4 novembre. Gli imputati, che possono ancora fare ricorso, erano stati assolti dall’alta corte penale a giugno.

CINA

Il Consiglio per i diritti umani dell’Onu ha più volte accusato Pechino di perseguitare gli uiguri, denunciando pratiche di “indottrinamento politico forzato” nei loro confronti. Il 6 novembre il Consiglio ha chiesto alla Cina di fermare le detenzioni e di permettere l’accesso degli ispettori stranieri alle strutture. Pechino però respinge le accuse e definisce i campi di prigionia “centri per l’istruzione professionale” diretti a persone “influenzate dal terrorismo e dall’estremismo”.

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