Rassegna 4-10 marzo 2019

IRAN

Nasrin Sotoudeh, avvocatessa e attivista per i diritti umani iraniana, è stata condannata a sette anni di carcere da un tribunale dell’Iran. Nasrin Sotoudeh è stata condannata a cinque anni per cospirazione contro lo stato e a due anni per aver insultato la Guida Suprema Ali Khamenei. Sotoudeh si trova in carcere dal giugno del 2018, quando venne arrestata per scontare una condanna ricevuta in contumacia nel 2016. Da anni difende gli attivisti per i diritti umani in Iran. Nel 2012 aveva vinto insieme all’attivista, attore e sceneggiatore iraniano Jafar Panahi, il premio Sakharov per la libertà di pensiero, consegnato dal Parlamento europeo.

 

IRAN/2

Una proposta di matrimonio fatta in pubblico, registrata con un telefonino e diffusa sui social iraniani. Per questo una coppia di giovani iraniani è stata arrestata dalla polizia con l’accusa di aver commesso un atto “contrario alle norme islamiche”. “L’atto generato dalla cultura occidentale mette in pericolo la moralità pubblica”, ha spiegato ai giornalisti una fonte della polizia. I due sono stati portati davanti all’autorità giudiziaria e sono stati rilasciati su cauzione, in attesa del verdetto del giudice.

GERUSALEMME

Gruppi di ebrei ultraortodossi hanno attaccato alcune decine di ebree “riformate” riunitesi per celebrare l’inizio del mese ebraico di Adar e il 30esimo della loro organizzazione. Tra le donne che hanno subito l’aggressione dei giovani ultraortodossi c’è Rabbi Noa Sattah, direttrice dell’Israel Religious Action Center: “Sembravano degli invasati – racconta – ci hanno insultato usando parole impronunciabili, in loro c’era un odio incontenibile, da far paura…”.

 

MALESIA

Andrew Khoo, avvocato impegnato nel difendere i diritti umani fondamentali in Malesia, ha di recente segnalato ai media occidentali la vicenda giudiziaria che coinvolge quattro ragazzi che sarebbero stati condannati a oltre 10 anni di carcere in applicazione delle leggi preposte alla salvaguardia della moralità e della religione nazionali. Le autorità del paese musulmano avrebbero infatti considerato l’abitudine di passare giornate intere sul web a postare commenti e foto come una “condotta contraria ai precetti coranici”.

 

VENEZUELA

Il blackout che da giorni ha gettato nel buio il Venezuela è costato la vita ad almeno 14 persone ricoverate negli ospedali del Paese. Nelle stesse ore, migliaia di sostenitori del regime, vestiti di rosso, hanno manifestato il proprio sostegno a Maduro. “Cercheranno di spaventarci, ma avranno una sorpresa: non riusciranno a contenere un popolo determinato a porre fine all’usurpazione”, aveva avvertito nella mattina su Twitter Guaidò, autoproclamato presidente ad interim.

HONDURAS

In Honduras abortire è illegale. Jessica è stata la prima donna del suo paese ad andare in carcere per delitto di aborto. La ragazza aveva deciso di abortire dopo essere stata violentata ma, mentre lei è finita in carcere, secondo l’articolo 126 del Codice Penale che prevede una reclusione da tre a dieci anni, il suo aggressore è rimasto libero. L´Honduras è uno dei paesi dove l´aborto è proibito in ogni circostanza, la stessa situazione si vive in altre parti dell´America Centrale.

 

EL SALVADOR

La Corte Suprema di El Salvador ha “celebrato” l’8 marzo ponendo tardivamente rimedio a tre condanne a 30 anni di carcere nei confronti di altrettante donne che avevano avuto degli aborti spontanei, dunque secondo le leggi locali colpevoli di omicidio. La Corte ha ridotto le condanne al periodo di tempo già trascorso in carcere dalle tre donne, più o meno 10 anni. Nel Salvador l’aborto è vietato in ogni circostanza ed equiparato al reato di omicidio. Dopo le tre rilasciate l’8 marzo e una quarta tornata in libertà a febbraio, nelle prigioni del paese restano altre 18 “omicide”.