Rassegna 28 gennaio – 3 febbraio 2019

GIUSTIZIA

Facebook si prepara alle elezioni europee

Il gigante americano del social network Facebook ha annunciato lunedì 28 gennaio i nuovi strumenti che intende mettere in atto per prevenire qualsiasi interferenza durante le elezioni europee del prossimo maggio. Lo scorso settembre, coinvolto nello scandalo di Cambridge Analytica, il suo CEO, Mark Zuckerberg, ha assicurato di prendere molto sul serio le minacce digitali ai processi elettorali. Il primo fronte su cui il social network vuole agire è la pubblicità politica.

EP2019

Cué e Tomič Spitzenkandidaten per la sinistra europea

Il sindacalista belga Nico Cué e la slovena Violeta Tomič (membro del partito Levica, Partito ecosocialista sloveno) sono stati eletti per diventare i “co-spitzenkandidate” per la presidenza della futura Commissione europea a nome della Sinistra europea (EL). Ex segretario generale dei metalmeccanici della Vallonia-Bruxelles della Federazione generale del lavoro belga Nico Cué occupa un posto di rilievo nel panorama sindacale belga. Recentemente, ha rilasciato dichiarazioni controverse a favore della vendita di armi all’Arabia Saudita per mantenere posti di lavoro in Belgio. Violeta Tomič è una figura nota, in particolare per essere stata presentatrice di un programma televisivo. Eletta nel 2014 al Parlamento nazionale sloveno e rieletta nel 2018, è stata membro della delegazione parlamentare all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, dove sostiene la causa palestinese e LGBT.

AFFARI INTERNI

I deputati: “Niente visti per i soggiorni brevi dei cittadini britannici”

La commissione per le libertà civili del Parlamento europeo ha adottato martedì 29 gennaio una bozza di risoluzione che concede un regime senza visti ai cittadini britannici che desiderano recarsi nell’Unione europea per soggiorni di breve durata, indipendentemente dal fatto che vi sia o meno un accordo sulla partenza del Regno Unito dall’UE. La Commissione ha inoltre ammesso che tale regime debba essere concesso in caso di uscita senza accordo, con attuazione dal 30 marzo 2019, a condizione che il Regno Unito faccia lo stesso per i cittadini europei.

BREXIT

Dalla Commissione nuove misure di emergenza in caso di un no deal

Di fronte alla crescente minaccia di una Brexit senza accordo, mercoledì 30 gennaio la Commissione europea ha adottato un nuovo pacchetto di emergenza relativo al programma Erasmus +, al coordinamento della sicurezza sociale e al Bilancio dell’Unione europea. Per quanto riguarda il programma Erasmus+, le misure adottate prevedono che i giovani cittadini dell’UE e del Regno Unito che partecipano al programma il giorno successivo alla data ufficiale della Brexit possano completare gli studi e continuare a ricevere i finanziamenti o le sovvenzioni corrispondenti. Per quanto riguarda le questioni sociali, la proposta della Commissione mira a garantire che tutti gli Stati membri attuino i principi fondamentali del coordinamento della sicurezza sociale nell’UE. Infine, alcune misure mirano a mitigare l’impatto di una Brexit no-deal per un gran numero di settori che ricevono finanziamenti UE, come la ricerca, l’innovazione e l’agricoltura.

VENEZUELA

Mogherini annuncia la creazione di un gruppo di contatto

L’alto rappresentante dell’UE per la politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini, ha annunciato giovedì 31 gennaio la creazione del gruppo di contatto sul Venezuela. L’obiettivo del gruppo, coordinato dall’UE e limitato a 90 giorni, è quello di “promuovere un’intesa comune e un approccio costruttivo e consultato tra gli attori internazionali con l’obiettivo di avere un risultato pacifico e democratico della crisi attuale”.

VENEZUELA/2

Il Parlamento riconosce Guaidó come legittimo presidente ad interim

I deputati hanno riconosciuto ufficialmente Juan Guaidó, presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana, come “legittimo presidente ad interim” del Venezuela, come si era proclamato, attraverso una risoluzione adottata giovedì 31 gennaio a larga maggioranza (439 voti a favore, 104 contrari, 88 astenuti). Il Parlamento invita l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli Stati membri a fare lo stesso “fino a quando si terranno elezioni presidenziali nuove, libere, trasparenti e credibili”.

GIAPPONE

In vigore l’accordo di libero scambio con il Giappone

Si prevede che lo storico accordo di partenariato economico (APE) con il Giappone costituisca un’area di libero scambio che rappresenta quasi un terzo del prodotto interno lordo (PIL) mondiale e un mercato di 635 un milione di persone. Secondo la Commissione europea, l’accordo dovrebbe generare un aumento del 34% delle esportazioni per l’UE e del 29% per il Giappone una volta che l’accordo sarà pienamente applicato e rimuovere la stragrande maggioranza del miliardo di dazi doganali pagati ogni anno dalle società europee esportando nell’arcipelago.

TRASPARENZA

Il Parlamento approva il regolamento sugli incontri tra deputati e lobbisti

Giovedì 31 gennaio il Parlamento europeo ha votato a favore della modifica del suo regolamento per aumentare la trasparenza sulle interazioni tra i suoi membri e i rappresentanti dei gruppi di interesse. D’altra parte, ha respinto gli emendamenti volti a stabilire alcune regole per prevenire la formazione di gruppi politici “falsi”. Il Parlamento europeo può rivendicare la vittoria: ha adottato a pieni voti (496 voti favorevoli, 114 contrari e 33 astenuti) la relazione che aggiorna il suo regolamento interno. La richiesta del gruppo EFDD di rinviare la relazione alla commissione parlamentare competente è stata respinta.

ARMI

Europei preoccupati per il ritiro degli Stati Uniti dal Trattato INF

L’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, e i ministri degli esteri degli Stati membri hanno espresso preoccupazione venerdì 1 febbraio sull’annuncio da parte degli Stati Uniti della sospensione degli obblighi previsti dal trattato sulle forze nucleari a intervallo intermedio (INF). Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha annunciato il 1 febbraio che Washington avrebbe sospeso gli obblighi del trattato a partire dal 2 febbraio e che il suo ritiro avrebbe avuto effetto in sei mesi, il 2 agosto, se la Russia non adempie ai suoi obblighi.