Rassegna 25 giugno – 1 luglio 2018

SUDAN

Il Sudan ha revocato la condanna a morte per Noura Hussein, la teenager che ha ucciso il marito dopo che quest’ultimo l’aveva stuprata. La nuova condanna è di cinque anni di carcere. Durante la luna di miele del matrimonio combinato contro il volere della giovane, il marito di Noura la stupra con l’aiuto dei cugini. Il giorno dopo, quando prova a ripetere la violenza, lei lo accoltella a morte. Il caso di Noura ha sollevato proteste ed indignazione nei confronti del fenomeno delle spose bambine in Sudan, dove l’età legale per sposarsi è di dieci anni e lo stupro coniugale non è criminalizzato.

POLONIA

Il parlamento polacco ha modificato la legge sulla memoria della shoah, eliminando la norma che prevedeva tre anni di carcere per chi parlava di responsabilità polacche nei crimini nazisti.

COLOMBIA

Il 25 giugno il governo colombiano ha confermato che i tre cadaveri rinvenuti giorni fa nel dipartimento di Narino sono quelli dei giornalisti del quotidiano ecuadoriano El Comercio, sequestrati a fine marzo da un gruppo dissidente delle Farc.

ARGENTINA

I sindacati argentini hanno convocato uno sciopero generale per il 25 giugno con l’obiettivo di protestare contro il governo del presidente conservatore Mauricio Macri e contro l’ingerenza dimostrata da parte del Fondo monetario internazionale. Lo scorso 7 giugno, infatti, il FMI ha accettato di prestare a Buenos Aires cinquanta miliardi di dollari e, in cambio, il governo si è impegnato a seguire severe politiche si risparmio.

COREA DEL SUD

Il 28 giugno la Corte Costituzionale della Corea del Sud ha stabilito che gli obiettori di coscienza potranno svolgere qualche tipo di servizio civile al posto della leva obbligatoria di due anni. Non è ancora chiaro in cosa consisterà il servizio civile, né quali saranno i requisiti per ottenere l’esenzione dal servizio militare. Alla Corte Costituzionale si erano rivolte, nel 2014, diverse Ong e associazioni sostenendo che l’assenza di norme in favore dell’obiezione di coscienza costituisse una interferenza nei confronti del diritto alla libertà di pensiero e di fede religiosa, incompatibile col diritto internazionale.

TURCHIA

Il 27 giugno 2018, un tribunale di Istanbul ha disposto la scarcerazione dello scrittore e accademico turco Mehmet Altan che era detenuto nella prigione di Silivri, a Istanbul, dal 22 settembre 2016. Il 16 febbraio 2018, insieme ad altri cinque imputati – tra cui suo fratello, l’ex direttore di un quotidiano e scrittore Ahmet Altan e la giornalista Nazlı Ilıcak – era stato condannato all’ergastolo per “aver tentato di sovvertire l’ordine costituzionale”. Ahmet Altan risulta ancora in prigione.

UNGHERIA

Il teatro dell’opera di Budapest ha cancellato dalla sua programmazione il musical Billy Elliot dopo che un giornale vicino al partito ultraconservatore di Orban lo aveva definito troppo effemminato. Il quotidiano, in particolare, ha affermato che il musical rischiava di trasformare i piccoli ungheresi in “omosessuali”. Il direttore dell’Opera si è giustificato affermando che a causa della cattiva pubblicità sui giornali la vendita dei biglietti sarebbe crollata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.