Rassegna 25-31 marzo 2019

BURUNDI

Tre ragazze minorenni sono state arrestate in Burundi due settimane fa con l’accusa di aver scarabocchiato una foto del presidente Pierre Nkurunziza su un libro scolastico. Le ragazze, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, erano state arrestate nella provincia di Kirundo, nel nord-est del paese, insieme ad altre quattro persone che poi sono state liberate. Il 18 marzo le tre ragazze sono state accusate di “vilipendio del capo dello Stato”, un crimine per cui rischiano fino a cinque anni di carcere. Sono ancora detenute.

BRUNEI

Dal 3 aprile in Brunei, il piccolo sultanato sull’isola del Borneo, sarà in vigore la pena di morte per lapidazione per i reati di adulterio e sesso omosessuale, come previsto dalla sharia, la legge islamica. Il sultano del Brunei, Hassanal Bolkiah, al potere dal 1967, aveva annunciato già nel 2014 l’intenzione di introdurre la legge islamica nel paese. Tra le altre cose, sarà introdotta anche l’amputazione di una mano o di un piede per chi verrà condannato per furto.

ARABIA SAUDITA

Le autorità saudite hanno liberato tre delle attiviste per il diritto alla guida arrestate nel maggio scorso. Aziza Yousef, Eman al Nafjan e Ruqayya Almuhareb hanno potuto lasciare il carcere di Riad dove erano detenute e tornare nelle loro case in attesa della conclusione del loro processo, prevista per le prossime settimane. Domenica dovrebbero essere rilasciate le altre attiviste incarcerate, fra cui Loujain al Hatloul, Hatoon al Fassi e Samar Badawi.

FILIPPINE

Nuovamente in carcere la giornalista filippina Maria Ressa, Persona dell’anno 2018 per il Time Magazine per il suo impegno in un paese come le Filippine dove la libertà di stampa è sempre più a rischio. L’arresto è avvenuto all’aeroporto di Manila, dopo che Ressa era appena rientrata da un viaggio negli Stati Uniti. La direttrice del sito ‘Rappler’ ha trovato ad aspettarla agenti di polizia che l’hanno portata in tribunale. L’accusa è quella di aver emesso certificati di deposito ad una società indonesiana: in violazione della legge che vieta la proprietà o il controllo da parte di entità straniere su società, proprietà, entità riservate ai filippini, compresi i media.  È stata poi liberata dopo il pagamento di una cauzione.

EGITTO

È stato scarcerato in Egitto Alaa Abdel Fattah, l’attivista icona della Primavera araba che ha scontato 5 anni di carcere per aver preso parte a una manifestazione non autorizzata nel 2013. La sorella Mona, anche lei attivista incarcerata in passato, ha pubblicato sui social una immagine dell’attivista mentre gioca con il cane a casa. Alaa Abdel Fattah ha avuto un ruolo di primo piano nel movimento di protesta che nel febbraio del 2011 ha portato alla destituzione dell’allora presidente Hosni Mubarak e ha ripreso la sua battaglia politica nel nuovo Egitto del presidente-generale al Sisi.

KIRGHIZISTAN

La polizia del Kirghizistan ha arrestato una coppia impegnata in una pacifica protesta a Bishkek il 27 marzo 2019, accusandoli di “incitamento all’odio nazionale”. Nurlan Karymshakov, 48 anni, e Gulzana Imaeva, 38 anni, sono stati detenuti mentre tenevano manifesti anti-Putin fuori dall’ambasciata russa la mattina prima della visita programmata del presidente Vladimir Putin nella capitale del Kirghizistan.

BRASILE

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha ripristinato le commemorazioni del colpo di stato del 1964 che ha inaugurato due decenni di dittatura militare segnati da torture e uccisioni. Bolsonaro, ex capitano dell’esercito, ha invertito una politica stabilita nel 2011 dalla presidente Dilma Rousseff, sopravvissuta alla tortura stessa, che ordinò alle forze armate di terminare qualsiasi celebrazione di il colpo di stato.

ITALIA

A Verona, dove nel fine settimana si è tenuto il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie, è stata organizzata una “contro-manifestazione”, a cui ha preso parte chi non si riconosce nelle idee espresse dai movimenti antiabortisti, antifemministi e anti-LGBTQI che partecipano al Congresso. Al Congresso Mondiale delle Famiglie infatti sono intervenuti associazioni, capi di stato ed esponenti politici della destra radicale, cristiana e integralista da tutto il mondo ma anche tre ministri del governo italiano. La anti-manifestazione, promossa dal movimento “Non una di meno”, è proseguita per tutto il pomeriggio di domenica raccogliendo, secondo le prime stime fornite dalle forze dell’ordine, almeno 20mila persone.