Rassegna 21-27 gennaio 2019

VENEZUELA

Dall’inizio della settimana migliaia di venezuelani sono scesi in strada per protestare contro la profonda crisi istituzionale e dei diritti umani nel paese. Almeno 13 persone sono morte durante gli scontri tra la polizia e i manifestanti e 218 persone sono state arrestate. L’attuale crisi sociale e politica del Venezuela sta mettendo a dura prova i diritti umani nel Paese e la popolazione sta pagando il prezzo più caro. Il governo non tollera il dissenso e sta usando tutto il suo potere per mettere a tacere tutte le voci critiche.

BRASILE

Con un messaggio pubblicato su Twitter, seguito da un’intervista, il deputato federale di sinistra Jean Wyllys, unico dichiaratosi gay, si è dimesso dal parlamento a causa delle ripetute minacce di morte ricevute e ha annunciato l’esilio. Al clima di tensione hanno contribuito le dure dichiarazioni del nuovo presidente Jair Bolsonaro nei confronti della comunità LGBTI.

EGITTO

Telecamere di sorveglianza dentro e fuori i bar e i ristoranti. Così l’Egitto si appresta a diventare una sorta di Grande Fratello in cui ogni dissidente e oppositore rischia di non avere più alcuna via di scampo. La legge, varata il 13 gennaio scorso, è stata motivata con esigenze di prevenzione anti-terrorismo ma alcuni oppositori temono servirà più che altro a pedinarli ed arrestarli.

INDIA

È stata ripudiata dalla famiglia ed è costretta a vivere in una casa d’accoglienza la signora Kanaka Durga, 39 anni, che insieme ad un’altra donna indiana, Bindu Ammini, all’inizio di gennaio aveva lottato con successo per entrare nel tempio indù di Sabarimala, vietato alle donne in età fertile. Per loro erano scese in piazza migliaia di altre cittadine. All’indomani della manifestazione, a Bindu e Kanaka è stato permesso di entrare nel tempio ma di notte, coperte da un velo nero. Lo scorso settembre la Corte Suprema aveva decretato che il luogo sacro, visitato ogni anno da 50 milioni di persone, doveva essere aperto a tutti e a tutte.

CINA

Il 42enne avvocato e attivista per i diritti umani cinese Wang Quanzhang è stato condannato a 4 anni e mezzo di carcere per “sovversione”, a causa del suo lavoro come difensore di oppositori del governo o vittime di abusi da parte dello stato cinese. Wang Quanzhang era stato arrestato nel 2015 e da allora di lui non si era saputo più niente: gli era stato vietato vedere la sua famiglia o scegliere un avvocato e nessuno era davvero sicuro che fosse ancora vivo. Il processo a suo carico si è infine tenuto nei giorni di Natale, a porte chiuse: è durato meno di una giornata e si è concluso con la condanna di Wang Quanzhang.

ZIMBABWE

Un gruppo per i diritti umani in Zimbabwe ha accusato i soldati di usare “sistematiche torture” per reprimere le proteste. La Commissione per i diritti umani dello Zimbabwe ha fortemente criticato le autorità per aver utilizzato le truppe per sedare le dimostrazioni. I disordini sono scoppiati più di una settimana fa a seguito di un forte aumento dei prezzi del carburante.

STATI UNITI

Martedì la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dato il via libera all’entrata in vigore del divieto del servizio militare transgender da parte dell’amministrazione Trump. Quando il divieto è stato annunciato, ha incontrato l’opposizione non solo del pubblico e di alcuni leader militari, ma anche dei senatori di entrambe le parti. Il divieto fu immediatamente messo in discussione in una serie di cause legali, e i giudici federali inizialmente bloccarono la politica dall’effettuare le azioni legali.

FILIPPINE

Il governo filippino si avvicina all’intento di perseguire i bambini come se fossero adulti, un elemento chiave della campagna anti-crimine perseguitata dal presidente Rodrigo Duterte. Lunedì, un comitato del Congresso ha approvato un disegno di legge che ridurrebbe l’età della responsabilità penale da 15 a 9. Questo senza dubbio peggiorerà la situazione dei bambini filippini coinvolti nel sistema giudiziario. L’impatto della legge sarebbe punitivo: i bambini dai 14 ai 9 anni che commettono reati gravi come omicidio, detenzione illegale o “sequestro di persona” o che violano le leggi draconiane sulla droga possono essere condannati a “reclusione obbligatoria” fino a 12 anni.