Rassegna 20-26 novembre 2017

RUANDA
Il Ruanda si è offerto di ospitare 40mila migranti africani. Il ministro degli esteri Louise Mushikiwabo ha proposto di trasferire 30mila migranti attualmente rinchiusi nei centri di detenzione in Libia, Paese sotto accusa dopo che un video della Cnn li mostrava venduti come in un mercato degli schiavi. “Non possiamo rimanere in silenzio davanti a uomini abusati e venduti come bestiame”, ha detto Mushikiwabo. Il ministro ha anche detto che il Ruanda è in trattativa con Israele per accogliere circa diecimila richiedenti asilo africani respinti dal paese mediorientale.

SRI LANKA
Un’inchiesta dell’Associated Press rivela che oltre 50 uomini della minoranza Tamil hanno denunciato il governo dello Sri Lanka per aver subito violenze e torture tra il 2016 e la scorsa estate. Ad attestarlo sono anche rapporti medici e psicologici. La guerra civile contro l’organizzazione delle “Tigri del Tamil” (gruppo militante comunista e nazionalista presente nella zona nordorientale) si è conclusa nel 2009 dopo 26 anni.

COREA DEL SUD
Più di 235 mila donne sudcoreane hanno firmato una petizione per chiedere al governo di legalizzare l’aborto. Oggi nella Corea del Sud, le donne possono ottenere legalmente un aborto solo in particolari circostanze (stupro, incesto, se i genitori non possono sposarsi legalmente, se la gravidanza mette a repentaglio la salute della donna, se un genitore ha malattie ereditarie o trasmissibili). Le donne sposate devono avere il permesso del coniuge per abortire e qualsiasi aborto, indipendentemente dalla motivazione o dal contesto, è proibito dopo 24 settimane di gravidanza. Il governo dovrà rispondere alla petizione entro il 29 novembre.

INDONESIA
Human Rights Watch ha chiesto al governo indonesiano di ordinare al capo della polizia e al comandante delle forze armate di vietare immediatamente i cosiddetti “test di verginità” delle donne candidate ad entrare nei corpi armati. Solo in questo modo il governo si atterrà agli obblighi internazionali in materia di diritti umani e onorerà gli obiettivi della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne celebrata il 25 novembre. Le forze di sicurezza continuano a imporre questi test crudeli e discriminatori, che sono ufficialmente classificati come esami psicologici, per “motivi di salute mentale e moralità”.

EX JUGOSLAVIA
Il 22 novembre 2017 il Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia ha condannato il generale Ratko Mladić, ex comandante militare dei serbo-bosniaci, all’ergastolo. Dopo un processo durato cinque anni, è stato dichiarato colpevole di dieci capi di imputazione su undici, tra cui di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio. Il Tribunale ha riconosciuto la sua responsabilità penale individuale come comandante dell’esercito serbo bosniaco e la sua partecipazione a imprese criminali congiunte, volte a terrorizzare la popolazione di Sarajevo e ad eliminare i musulmani bosniaci a Srebrenica.

FILIPPINE
Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha dichiarato il 22 novembre che sta pensando di accrescere di nuovo il ruolo della polizia nella “guerra alla droga” della sua amministrazione. Se questo accadesse, secondo Amnesty International, sarebbe un disastro per i diritti umani. Da quando il presidente Duterte ha preso il potere, la polizia ha ucciso illegalmente migliaia di persone in operazioni antidroga. La stragrande maggioranza delle vittime erano provenienti da comunità povere ed emarginate.

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