Rassegna 18-24 febbraio 2019

VENEZUELA

Gli aiuti umanitari arrivati sabato ai confini del Venezuela con Colombia e Brasile non sono stati fatti entrare nel paese su ordine del presidente venezuelano Nicolás Maduro. Diversi attivisti e membri dell’opposizione, tra cui Juan Guaidó, hanno provato a forzare i blocchi messi in piedi dai militari venezuelani, senza successo. Gli aiuti umanitari, di cui la popolazione venezuelana avrebbe estremamente bisogno, sono stati rifiutati da Maduro perché provenivano dagli Stati Uniti: secondo il regime, erano uno strumento per interferire negli affari interni del Venezuela. Sabato il blocco dei confini ha provocato diversi scontri tra militari e manifestanti antigovernativi: quattro persone sono state uccise e diverse centinaia sono state ferite.

ARABIA SAUDITA

L’Arabia Saudita ha nominato la prima ambasciatrice donna della sua storia: è la principessa Rima bint Bandar al Saud, che sarà il prossimo capo dell’ambasciata saudita a Washington, negli Stati Uniti. La decisione sembra essere in continuità con altre recenti politiche adottate dalla famiglia reale e finalizzate a “ripulire” il volto dell’Arabia Saudita all’estero, tuttavia l’Arabia Saudita rimane un paese autoritario, che arresta arbitrariamente i dissidenti e in cui le libertà e i diritti umani sono estremamente limitati.

EGITTO

L’Egitto ha impedito al giornalista del New York Times David Kirkpatrick di entrare nel paese, senza dare alcuna spiegazione del motivo. Kirkpatrick – 48enne ex capo dell’ufficio del New York Times al Cairo – era arrivato in Egitto in aereo lunedì sera: poco dopo lo sbarco era stato fermato dalla polizia, gli era stato sequestrato il telefono e dopo sette ore di detenzione in aeroporto era stato costretto a salire su un altro aereo diretto a Londra.

GIAPPONE

Dopo più di un secolo di assimilazione forzata e discriminazione che ne hanno quasi cancellato la cultura, gli ainu saranno finalmente riconosciuti dal Giappone come popolazione indigena, La bozza di una proposta di legge approvata il 5 febbraio dal Partito liberaldemocratico al governo sarà sottoposta al voto del parlamento.

NICARAGUA

Il 19 febbraio un giudice ha condannato due attivisti contadini, Medardo Mairena e Pedro Mena, a più di duecento anni di carcere con l’accusa di terrorismo per il loro coinvolgimento nelle proteste contro il governo del 2018.

ARGENTINA

Migliaia di donne sono scese in piazza il 19 febbraio a Buenos Aires per rilanciare il dibattito sull’interruzione volontaria di gravidanza, dopo la bocciatura del progetto di legge al senato nel 2018. I manifestanti chiedono “Educazione sessuale per decidere, anticoncezionali per non abortire, aborto legale per non morire”. L’Argentina ha una legge del 1921 che prevede il carcere per chi decide di abortire tranne nel caso in cui la gravidanza sia conseguenza di uno stupro o ci sia rischio di vita per la donna.

MOZAMBICO

Il giornalista Amade Abubacar è stato trasferito dalla prigione del distretto di Macomia alla prigione di Mieze nel distretto di Pemba, capitale della provincia di Cabo Delgado il 24 gennaio. Da allora le autorità carcerarie gli hanno negato le visite familiari. Gli è stata concessa una visita supervisionata con membri di una commissione dell’Ordine degli avvocati del Mozambico e del suo avvocato il 25 gennaio, in cui ha affermato di essere stato sottoposto a maltrattamenti durante la detenzione militare.

REGNO UNITO

La commissione per le relazioni internazionali del Parlamento britannico ha recentemente concluso che il Regno Unito è dalla parte sbagliata del diritto umanitario internazionale quando si tratta di vendite di armi in Arabia Saudita. È la prima volta che una commissione parlamentare ha rilevato che le vendite di armi del Regno Unito in Arabia Saudita sono illegali secondo le regole di esportazione del paese, che vietano le vendite quando c’è il rischio che possano portare a violazioni del diritto umanitario.

TUNISIA

Il parlamento tunisino sta lavorando a un progetto di legge che conferirebbe al governo poteri radicali per limitare i diritti durante gli stati di emergenza. La legislazione consentirebbe all’esecutivo di vietare qualsiasi sciopero o dimostrazione che si consideri minacciare l’ordine pubblico, porre agli arresti domiciliari coloro le cui “attività siano considerate pericolose per la sicurezza” e sospendere le associazioni per semplice sospetto di partecipazione a atti dannosi.

RUSSIA

Almeno sette Testimoni di Geova detenuti in Russia sarebbero stati torturati dagli investigatori a Surgut, in Siberia: lo denuncia il portavoce del gruppo religioso, Jarrod Lopes, interpellato dal Moscow Times. Secondo Lopes, gli agenti avrebbero anche torturato le loro vittime con l’acqua e con pistole elettriche. L’organizzazione religiosa dei Testimoni di Geova è stata dichiarata “estremista” in Russia, dove le autorità sono accusate di perseguitare i fedeli del gruppo cristiano antitrinitario.