Rassegna 15-21 ottobre 2018

ITALIA

Per ottenere agevolazioni per diversi servizi come la mensa scolastica, i cittadini stranieri dovranno presentare i redditi e i beni posseduti all’estero e non dichiarati in Italia attraverso una certificazione rilasciata dalla competente autorità dello stato estero, corredata da traduzione legalizzata. Così si pronuncia la delibera approvata dal comune di Lodi che ha fatto molto discutere perché impedisce ai bambini la cui famiglia proviene da stati in guerra di usufruire del servizio scolastico in quanto risulta impossibile ottenere tali documenti.

HONDURAS

La carovana dei migranti in marcia verso gli Stati Uniti è sempre più folta: erano 600 tre giorni fa, ora sono diventati 1.500. La maggioranza sono uomini ma anche donne, famiglie con bambini dell’Honduras. Fuggono dalla violenza del loro paese. Vogliono raggiungere la frontiera con gli USA e molti cercano di trasferirsi anche in Canada. Sono partiti da San Pedro Sulas, la cittadina honduregna con il tasso di omicidi più alto al mondo e hanno formato una carovana che si snoda per chilometri.

BRASILE

Migliaia di persone si sono riunite a Rio De Janiero per omaggiare l’attivista per i diritti umani Marielle Franco, a sette mesi dal suo assassinio. È successo con una manifestazione caratterizzata dalla non-violenza e dall’esibizione di targhe dedicate alla ex consigliera municipale di Rio, uccisa il 14 marzo a colpi di pistola insieme al conducente dell’auto su cui viaggiava.

COLOMBIA

Sebbene le iscrizioni alle università pubbliche siano in aumento costante da oltre 20 anni, lo Stato continuerebbe a investire molto poco: a denunciarlo amministratori, docenti e studenti della Colombia, che in centinaia hanno marciato per chiedere l’aumento degli stanziamenti. 32 atenei hanno aderito allo sciopero e alle manifestazioni per chiedere di colmare il deficit di circa 6 milioni di dollari: un milione in salari non retribuiti e 4,9 per le spese di gestione del servizio.

VIETNAM

Nguyễn Ngọc Như Quỳnh, una delle più note blogger del Vietnam, conosciuta in Rete con lo pseudonimo “Madre fungo” è stata rilasciata il 17 ottobre a condizione di lasciare immediatamente il paese, cosa che ha fatto col primo volo diretto negli Usa. Arrestata il 10 ottobre 2016 e tenuta in isolamento per otto mesi, il 29 giugno 2017 era stata condannata a 10 anni di carcere per propaganda contro lo stato della Repubblica socialista del Vietnam, ai sensi del famigerato articolo 88 del codice penale usato contro centinaia di dissidenti.

SUDAFRICA

Davanti al tribunale di Port Elizabeth, in Sudafrica, alcune donne hanno manifestato per Cheryl Zondi, una giovane che in questi giorni sta testimoniando nel processo per stupro e traffico di esseri umani del pastore evangelico Timothy Omotoso. Secondo l’accusa, da quando la ragazza aveva 14 anni e nel periodo in cui frequentava la sua chiesa, il religioso avrebbe abusato di lei per due anni e mezzo. In seguito alle domande inappropriate e insistenti da parte dei giudici che hanno suscitato indignazione, le attiviste del movimento femminista ‘TotalShutDown’ sono scese in piazza per difenderla.

NICARAGUA

Il 15 ottobre il governo del Nicaragua ha rilasciato almeno trenta persone che erano state arrestate il giorno prima durante una protesta a Managua per chiedere la liberazione dei prigionieri politici. Gli arresti sono stati subito condannati dalla comunità internazionale, in particolare dal governo della vicina Costa Rica e dall’Organizzazione degli stati americani.

BANGLADESH

Il governo del Bangladesh ha avviato una sorveglianza intensiva e il monitoraggio dei social media in vista delle elezioni nazionali. Nuove leggi e politiche vengono utilizzate per colpire avversari politici, giornalisti, commentatori di Internet e emittenti.

MYANMAR

Tre giornalisti sono comparsi in un tribunale del Myanmar mercoledì per far fronte alle accuse presentate contro di loro dal governo regionale di Yangon secondo le quali una storia da loro pubblicata sarebbe falsa. La notizia è relativa alla cattiva gestione dei fondi da parte dei funzionari del governo di Yangon. Un direttore del governo ha presentato una denuncia affermando che i giornalisti hanno violato una legge che vieta la pubblicazione di “informazioni errate” che potrebbero causare ” allarme pubblico.” Le punizioni previste dalla legge possono includere due anni di reclusione e una multa.

AFGHANISTAN

Le elezioni per eleggere la Camera bassa del Parlamento sono state segnate dalle violenze e dagli attacchi dei talebani. Sabato sono stati sferrati 200 attacchi che hanno provocato la morte di almeno 27 civili e 11 membri delle forze di sicurezza afgane. Domenica 11 persone, tra cui 6 bambini, sono morte a causa di un ordigno. Molti elettori non hanno potuto votare a causa di problemi tecnici con almeno 50mila agenti delle forze di sicurezza schierate, anche se per motivi di sicurezza solo 253 urne sono state operative.

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