Rassegna 11-17 marzo 2019

INDONESIA

Il numero di persone morte nella provincia indonesiana di Papua per le improvvise inondazioni causate da piogge torrenziali e conseguenti frane è salito a 79, mentre i feriti sono 74, hanno detto le autorità indonesiane. Inoltre domenica c’è stato un terremoto vicino all’isola turistica di Lombok che ha provocato la morte di tre persone e danneggiato più di 500 edifici nell’isola. Si cercano ancora dei dispersi mentre quasi 5 mila persone sono state allontanate dalle zone alluvionate o pericolose.

ISRAELE

La Corte Suprema israeliana ha proibito a Michael Ben Ari, leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit, di candidarsi alle elezioni per il rinnovo della Knesset, il parlamento israeliano, il prossimo 9 aprile. Ben Ari è accusato di fomentare il razzismo anti-arabo; è la prima volta che la Corte Suprema esclude dalla corsa elettorale un singolo candidato invece che un’intera lista.

GIAPPONE

In Giappone, il partito conservatore al governo e l’opposizione hanno trovato un accordo su una legge che risarcirà migliaia di persone che tra il 1948 e il 1996 furono sottoposte alla sterilizzazione forzata, perché sospettate di avere una malattia geneticamente trasmissibile ai figli o un ritardo mentale. La legge, che prevede un risarcimento di circa 25 mila euro a persona, verrà sottoposta al voto del Parlamento il mese prossimo, ma la sua approvazione è data per certa.

ARABIA SAUDITA

È iniziato il processo, presso un tribunale della capitale Riad, nei confronti di 11 attiviste saudite per i diritti umani. Alcune delle imputate sono accusate di aver promosso campagne per i diritti delle donne e aver chiesto la fine del sistema del guardiano maschile. Altre devono rispondere del “reato” di aver contattato organizzazioni internazionali organi d’informazione e gruppi di attivisti. La prossima udienza è prevista il 27 marzo.

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

Lo aveva promesso e lo ha fatto. Il neo-presidente della Repubblica Democratica del Congo, Felix Tshisekedi, si era impegnato a rilasciare gli attivisti politici in carcere entro i suoi primi 100 giorni e il 13 marzo circa 700 prigionieri sono tornati in libertà. Tra loro, moltissimi prigionieri di coscienza arrestati per aver preso parte a proteste pacifiche tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2018.

BRASILE

Il 12 marzo due ex poliziotti sono stati arrestati per il presunto omicidio dell’attivista brasiliana Marielle Franco, avvenuto un anno fa a Rio de Janeiro. Franco, che nel 2016 era stata eletta consigliera comunale di Rio de Janeiro grazie soprattutto al sostegno dei residenti delle favelas, aveva criticato spesso la violenza della polizia.

STATI UNITI

Il 12 marzo il governatore della California ha annunciato una moratoria sulla pena di morte e la sospensione dell’esecuzione dei 737 detenuti nel braccio della morte. La California è uno dei trenta stati dove è in vigore la pena di morte.

TURCHIA

L’8 marzo a Istanbul una manifestazione per i diritti delle donne è stata dispersa dalla polizia con il lancio di gas lacrimogeni. Il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha risposto alle critiche sostenendo che le manifestanti avevano mancato di rispetto all’Islam gridando durante la chiamata alla preghiera.