Rassegna 10-16 settembre 2018

KENYA

Il film ‘Rafiki’ (in swahili significa amico) è stato il primo film nella storia cinematografica del Kenya a essere presentato al festival di Cannes, ma nei giorni scorsi il governo del Kenya lo ha censurato e messo al bando dalle sale del paese a causa della storia che tratta: un amore lesbico. Non è la prima volta che un film su tematiche omosessuali viene messo al bando nel paese africano dove, per una legge di retaggio coloniale, l’omosessualità è considerata un reato e viene punita con una pena fino a 14 anni di carcere.

REGNO UNITO

Il sistema britannico di sorveglianza di massa delle comunicazioni via internet, venuto alla luce nel 2013 nell’ambito dello scandalo Datagate, non assicurava il pieno rispetto della privacy e non garantiva sufficienti protezioni per il rispetto della confidenzialità dei giornalisti. L’ha stabilito la Corte europea dei diritti umani dopo che ONG, giornalisti e attivisti avevano presentato un ricorso a Strasburgo. La sentenza non è definitiva in quanto può essere sottoposta alla Gran Camera della Corte europea.

MYANMAR

Durante il Forum economico mondiale in corso in Vietnam, la consigliera di stato del Myanmar Aung San Suu Kyi ha difeso la recente condanna dei due giornalisti dell’agenzia Reuters, Wa Lone e Kyaw Soe Oo, accusati di avere violato alcuni segreti di stato in una inchiesta sulle violenze condotte contro la popolazione dei Rohingya. I due giornalisti erano stati arrestati dopo aver ricevuto documenti riservati da alcuni ufficiali di polizia. Durante il processo hanno sostenuto di essere stati incastrati dalle autorità, ma sono stati condannati a 7 anni di carcere.

RUANDA

Dopo l’espletamento delle formalità di rito la leader dell’opposizione ruandese, Victoire Ingabire Umuhoza, è tornata libera il 15 settembre, dopo che il presidente Paul Kagame le aveva concesso la scarcerazione anticipata insieme a più di 2mila altri prigionieri tra i quali c’è il musicista Kizito Mihigo.

EGITTO

L’8 settembre un tribunale ha condannato più di settecento persone per aver partecipato a un sit-in a favore dei Fratelli musulmani dopo la deposizione dell’allora presidente Mohammed Morsi, nel luglio del 2013. La protesta si concluse con la morte di centinaia di persone. Sono state emesse 75 condanne a morte e 47 ergastoli. La sentenza è stata criticata da diverse organizzazioni per la difesa dei diritti umani e dalla commissaria dell’Onu per i diritti umani Michelle Bachelet.

BANGLADESH

A Dhaka centinaia di persone sono scese per strada l’11 settembre per protestare contro la repressione della minoranza musulmana degli uiguri nello Xinjiang da parte delle autorità cinesi. È la prima manifestazione in difesa degli uiguri in un paese islamico.

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