Rassegna 1-7 ottobre 2018

ROMANIA

È fallito il referendum di sabato e domenica contro le nozze gay in Romania. L’affluenza è stata del 20,41% e per la validità della consultazione sarebbe dovuta essere di almeno il 30%. Nonostante il governo abbia cercato di garantire la partecipazione spalmando la tornata referendaria su due giorni, e nonostante il massiccio coinvolgimento della Chiesa ortodossa, i romeni hanno disertato le urne. Un risultato gradito alla popolazione LGBT, che aveva invitato al boicottaggio e che temeva un rafforzamento della già presente forte discriminazione nella società romena.

ARABIA SAUDITA

Sta aumentando la paura rispetto alla scomparsa dello scrittore saudita Jamal Khashoggi, dopo che i funzionari turchi hanno affermato di ritenere che sia stato ucciso. Khashoggi, un cittadino saudita, è stato visto l’ultima volta a visitare il consolato saudita a Istanbul martedì.

L’Arabia Saudita ha negato le accuse, dicendo che “sta lavorando per cercarlo”. Khashoggi ha contribuito a vari articoli per il Washington Post, spesso critici nei confronti del regno saudita.

PAKISTAN

Il ministero dell’Interno del Pakistan giovedì ha ordinato a 18 agenzie internazionali di soccorso di chiudere le loro operazioni e lasciare il paese. Gli attivisti hanno dichiarato che non è stata loro data una ragione per l’espulsione. Negli ultimi anni, le autorità in Pakistan hanno promulgato nuove e dure politiche in materia di ONG finanziate dall’estero, accusandole di fornire copertura a spie straniere.

GIAPPONE

Il governo metropolitano di Tokyo ha approvato una legge che proibisce la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. L’atto, emanato il 5 ottobre 2018, impegna anche il governo della città a condurre l’educazione pubblica sui diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT). Le autorità di Tokyo sono state spinte a redigere il disegno di legge in anticipo rispetto alle Olimpiadi estive del 2020 che ospiterà la città.

IRAN

Zeinab Sekaanvand, una curda iraniana di 24 anni, è stata messa a morte nella città di Urmia, nell’Iran Nord-Occidentale, all’alba del 2 ottobre. Zeinab era stata arrestata nel 2011, a diciassette anni, a seguito dell’omicidio del marito che era stata costretta a sposare all’età di 15 anni. Confessò dopo essere stata trattenuta per 20 giorni in una stazione di polizia, dove secondo quanto aveva denunciato è stata picchiata dagli agenti. Anche il processo è stato irregolare: Zeinab ha incontrato l’avvocato assegnatole di ufficio solo nell’ultima udienza del processo. In quell’occasione ha ritrattato la confessione, dichiarazioni ignorate dai giudici.

EGITTO

Dopo 141 giorni di carcere l’attivista egiziana per i diritti umani Amal Fathy è stata condannata a due anni di carcere con sospensione temporanea della pena dietro cauzione di 20.000 sterline egiziane e a una multa di 10.000 sterline egiziane semplicemente per aver postato su Facebook un video in cui denunciava le molestie sessuali e criticava il governo per la mancata protezione delle donne.

STATI UNITI

Gli Stati Uniti non concederanno più ai compagni gay di diplomatici stranieri e di dipendenti Onu il visto necessario per vivere nel paese, secondo quanto stabilito da una nuova politica entrata in vigore nella prima settimana di ottobre. I partner che si trovano già negli Stati Uniti possono sposarsi nel paese per aggirare il nuovo divieto imposto dall’amministrazione Trump, ma le coppie che lo fanno potrebbero essere punite nel loro paese di origine in cui l’omosessualità è considerata illegale.

TURCHIA

Il 2 ottobre una corte d’appello turca ha confermato la condanna all’ergastolo aggravato per sei giornalisti, tra cui Mehmet e Ahmet Altan e Nazlı Ilıcak. A febbraio erano stati riconosciuti colpevoli di aver favorito il tentato colpo di stato del 2016. Pochi giorni prima, durante la sua visita in Germania, il presidente turco Recep tayyip Erdoğan aveva chiesto al governo tedesco di estradare 136 cittadini turchi ricercati per lo stesso motivo, tra cui can Dündar, ex direttore di Cumhuriyet.

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