Frontiere aperte sì, ma quanto?

Immigrazione: un fenomeno sempre più diffuso e sempre più europeo. La libera circolazione all'interno dell'Unione, uno dei capisaldi dell'Europa, obbliga ad affrontare la questione a livello comunitario. Il Parlamento europeo da tempo si occupa di temi caldi: dalla lotta all'immigrazione clandestina alle sanzioni contro i datori di lavoro che sfruttano i clandestini, dalle regole per i rimpatri alla gestione dei lavoratori stranieri qualificati. Passando per le delicate questioni culturali.

Dappertutto in Europa quando si parla di immigrazione si apre la polemica. Molti mettono l'accento sui benefici economici e la ricchezza culturale, altri tendono a sottolineare le conseguenze negative dell'immigrazione illegale per l'UE e i suoi Stati membri. Che cosa ha fatto e cosa dovrebbe fare l'Europa per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini europei su questo tema chiave? Il tuo voto alle Europee del 4-7 giugno contribuirà a definire la linea del Parlamento in materia di immigrazione!

Lotta all'immigrazione clandestina


In Europa ci sono fra 4 e 8 milioni di immigrati che lavorano illegalmente, soprattutto nel campo dell'edilizia, dell'agricoltura o nelle pulizie. L'immigrazione illegale deteriora il mercato del lavoro, creando una competizione sleale fra i lavoratori irregolari e quelli in regola.
Inoltre molti immigrati irregolari non hanno accesso al sistema sanitario e pensionistico nazionale, e sono esposti allo sfruttamento dei loro datori di lavoro.
Molti europei credono che, per poter mettere in pratica il principio fondamentale della libera circolazione all'interno dell'UE, l'Europa ha bisogno di una politica comune sull'immigrazione.
L'Unione si occupa di migrazione legale e integrazione, e cerca di combattere l'immigrazione clandestina, combattere lo sfruttamento e difendere i diritti degli immigrati. Come? Recentemente l'UE ha stabilito sanzioni comuni per i datori di lavoro che sfruttano la manodopera di clandestini e ha creato nuove misure di controllo nazionali. Gli immigrati potranno denunciare i loro datori di lavoro illegali senza temere ritorsioni.

Stranieri più qualificati nell'UE

La scarsità di lavoratori stranieri qualificati nell'UE é un'altra sfida aperta per le istituzioni comunitarie. A causa della frammentazione del mercato del lavoro e di regole di ammissione diverse da paese a paese, gli immigrati più qualificati spesso preferiscono gli Stati Uniti, il Canada o l'Australia all'Europa. Il Parlamento europeo ha recentemente dato il via libera alla "carta blu" per gli immigrati qualificati. Potranno richiederla i cittadini extra-comunitari che hanno già trovato un lavoro nell'UE, con almeno 5 anni di esperienza o un titolo universitario.

Rimpatrio degli immigrati illegali


Le regole per il rimpatrio costituiscono un importante passo in avanti della politica comune sull'immigrazione. Gli irregolari hanno da 7 a 30 giorni per il rimpatrio volontario. Dopo questo periodo, gli Stati hanno il diritto di espellerli dal loro territorio.
Negli ultimi anni molti deputati europei hanno visitato i centri di permanenza temporanea (CPT) nei diversi Stati europei per controllare che le condizioni dei detenuti fossero decenti.

In ogni caso la partita dell'immigrazione resta aperta, e l'Unione europea avrà un ruolo sempre maggiore nel promuovere l'immigrazione regolare e disincentivare l'arrivo dei clandestini.

 
 

 

 
 
 
 

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