Verso un sistema europeo comune di asilo

Il Parlamento sollecita l'introduzione a livello UE di un'unica procedura di richiesta di asilo e criteri comuni per la qualifica di rifugiato, ponendo fine così alle disparità tra gli Stati membri. Auspicando l'adeguamento di tutte le politiche e pratiche di gestione delle frontiere, inclusa Frontex, chiede un livello elevato di protezione e di non incarcerare i rifugiati. Occorre garantire la solidarietà ai paesi UE che affrontano maggiori flussi e istituire un programma di reinsediamento.

Adottando con 593 voti favorevoli, 65 contrari e 18 astensioni la relazione di Giusto CATANIA (GUE/NGL, IT), il Parlamento osserva anzitutto che nell'ultimo anno il numero dei rifugiati nel mondo è salito a oltre 12 milioni e quello degli sfollati interni a più di 26 milioni. In tale contesto, appoggia quindi la creazione di un sistema europeo comune di asilo e accoglie con favore il Piano strategico sulla politica di asilo della Commissione, che fungerà da tabella di marcia per la sua realizzazione. Deplora tuttavia lo spostamento al 2012 del termine per la realizzazione della seconda fase «che deve porre fine alla nefasta disparità esistente fra i sistemi di asilo degli Stati membri». In proposito, richiama l'attenzione sul fatto che, per i cittadini di alcuni paesi terzi, il tasso di riconoscimento della qualifica di rifugiato varia dallo 0% al 90% da uno Stato membro all'altro.

Nel ricordare che l'UE dovrebbe prevedere meccanismi alle frontiere esterne atti ad individuare i richiedenti asilo e a garantire l'accesso al suo territorio alle persone che hanno diritto a una protezione internazionale, «ivi compreso nell'ambito di operazioni di controllo delle sue frontiere esterne», il Parlamento invita la Commissione a sostenere e ad introdurre iniziative tese al riesame e all'adeguamento di tutte le politiche e le pratiche di gestione delle frontiere, come Frontex e il Sistema europeo di sorveglianza delle frontiere (Eurosur).

Un’unica procedura per le richieste di asilo


Il Parlamento sostiene che dovrebbero essere istituiti una procedura di richiesta di asilo unica e un'unica serie di criteri per la qualifica di rifugiato o di persona bisognosa di tutela internazionale, che dovrebbero coprire tutte le domande di "protezione internazionale" (status di rifugiato, protezione sussidiaria e protezione temporanea). Sottolinea inoltre che la procedura comune in materia di asilo dovrebbe prevedere limiti di tempo ragionevoli, uniformi e precisi entro i quali le autorità devono pronunciarsi e che la concessione dello status di rifugiato o della protezione sussidiaria dovrebbe sempre essere subordinata ad una valutazione individuale.

I deputati insistono infatti che l'armonizzazione delle norme «deve tradursi in un livello di protezione elevato in tutta l'Unione europea e non risolversi in un livellamento verso il basso» e ribadiscono la necessità del pieno rispetto dei diritti e delle esigenze dei richiedenti asilo e del principio di non respingimento. Chiedono poi all’Agenzia Frontex di fornire dati precisi sul numero di richiedenti asilo individuati come tali e sulla sorte delle persone intercettate e fatte rientrare in un paese di transito o di origine nel corso delle operazioni da essa condotte.

I deputati ritengono poi che, in virtù del regolamento di Dublino rivisto, ai richiedenti asilo «dovrebbe essere riconosciuto il diritto di ricorso contro una decisione di trasferimento». D’altro canto, deplorano che le regole fissate dal sistema di Dublino per determinare lo Stato competente per l'esame di una domanda di asilo «non tengano conto dei desiderata dei richiedenti» e sostengono che taluni criteri di ordine familiare, culturale e linguistico «dovrebbero essere presi maggiormente in considerazione ai fini di tale determinazione, in modo da favorire l'integrazione dei richiedenti asilo».

Il Parlamento si compiace del fatto che la Corte di giustizia abbia annullato le disposizioni della direttiva "Procedura" che riguardavano l'adozione o la modifica di un elenco comune minimo di paesi di origine sicuri e di un elenco comune di paesi terzi sicuri. Ma ritiene auspicabile condividere le informazioni sui paesi d’origine e incoraggia la Commissione ad intensificare i suoi sforzi in vista della creazione di una banca di dati comune.

I richiedenti asilo non vanno posti in stato di detenzione


Il Parlamento plaude poi agli esperimenti positivi condotti in taluni Stati membri per accogliere i richiedenti asilo «in strutture aperte e in piena integrazione con le comunità locali», poiché ritiene che «l'universo carcerario non può in alcun caso aiutarli a superare i traumi vissuti» e che debbano beneficiare «di condizioni di accoglienza idonee». Accoglie quindi con favore le disposizioni contenute nelle proposte più recenti della Commissione, in base alle quali gli Stati membri non possono porre in stato di detenzione una persona per il solo motivo che si tratta di un richiedente protezione internazionale.

Secondo i deputati, la detenzione dei richiedenti asilo dovrebbe essere possibile unicamente «in circostanze eccezionali definite molto chiaramente e in funzione del principio di necessità e proporzionalità per quanto riguarda sia le sue modalità che il suo scopo». Ritengono inoltre che, qualora sia posto in detenzione, un richiedente asilo «dovrebbe avere diritto alla riparazione dinanzi a un tribunale nazionale». A loro parere è poi essenziale che il campo di applicazione della nuova direttiva "Accoglienza" venga chiarito «in modo da coprire i centri di trattenimento, le zone di transito, le procedure alla frontiera e i trasferimenti previsti dal sistema di Dublino».

Solidarietà per i paesi con maggiori flussi

Il Parlamento ritiene che uno degli obiettivi del sistema europeo comune di asilo debba essere di instaurare meccanismi efficaci di solidarietà per migliorare la situazione dei paesi che ricevono i maggiori flussi di richiedenti asilo e che hanno difficoltà a garantire loro condizioni di accoglienza adeguate, a trattarne le domande nei tempi e nelle forme prescritte o ad integrare i richiedenti che hanno ottenuto lo status di rifugiato. Precisa poi che tale solidarietà non può limitarsi alla concessione di mezzi finanziari e chiede l'efficace attuazione di meccanismi di reinsediamento e di trasferimento interni, su base volontaria. Invita inoltre la Commissione a esaminare la possibilità di istituire un meccanismo europeo di trasferimento della protezione internazionale per permettere la circolazione dei rifugiati in Europa dietro loro richiesta e ridurre in tal modo la pressione su taluni Stati membri.

Cooperazione con i paesi terzi


Favorevole alla conclusione di accordi di sorveglianza delle frontiere tra autorità nazionali, UNHCR e ONG nell'Unione europea, il Parlamento chiede lo stanziamento a tal fine di risorse a titolo del Fondo per le frontiere esterne dell'Unione. Sottolinea inoltre che il sistema europeo comune di asilo dovrebbe essere pienamente coerente con la politica di cooperazione con i paesi in via di sviluppo.

Ufficio europeo di sostegno per l'asilo


Il Parlamento sostiene fermamente la creazione di un Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, che dovrebbe operare in stretta collaborazione con l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati nonché con le ONG specializzate. Uno dei suoi compiti dovrebbe essere di analizzare con precisione le divergenze esistenti tra i sistemi di asilo nazionali, in modo da contribuire a migliorarli. Dovrebbe inoltre sviluppare linee guida per promuovere una valutazione più accurata delle richieste di asilo, favorire lo scambio di buone prassi nonché monitorare l'attuazione e l'applicazione della pertinente legislazione dell'UE.

 
 

 

 
 
 
 

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