Il Parlamento ha approvato il regolamento che istituisce l'Istituto
europeo di innovazione e tecnologia. Il suo obiettivo è
di contribuire alla crescita economica e alla competitività
sostenibili in Europa rafforzando la capacità d'innovazione.
A tal fine, agevolerà le reti e la cooperazione e creerà
sinergie tra le comunità dell'innovazione in Europa.
Dando priorità al trasferimento delle sue attività
a vantaggio delle imprese, incluse le PMI, e della loro applicazione
commerciale.
Adottando
la relazione di Reino Paasilinna (PSE, FI),
il Parlamento approva la posizione comune del Consiglio sul
regolamento che istituisce l'Istituto europeo di innovazione
e tecnologia (IET) che mira a diventare «un organismo
di portata mondiale per l'eccellenza nei settori dell'istruzione
superiore, della ricerca e dell'innovazione». La posizione
comune infatti, a seguito di negoziati tra il relatore e il
Consiglio, riprende in larga misura la posizione del Parlamento
europeo approvata in prima lettura (26 settembre 2006). Il
regolamento potrà entrare in vigore il ventesimo giorno
successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea. La richiesta dei Verdi di respingere in toto la proposta
di regolamento è stata bocciata dall'Aula con 127 voti
favorevoli, 499 contrari e 15 astensioni.
L'obiettivo dell'IET è di contribuire alla crescita
economica e alla competitività sostenibili in Europa
«rafforzando la capacità d'innovazione degli
Stati membri e della Comunità». L'IET persegue
tale obiettivo «promuovendo e integrando l'istruzione
superiore, la ricerca e l'innovazione ai massimi livelli»
(il "triangolo della conoscenza"). In tale contesto,
dovrebbe facilitare e rafforzare le reti e la cooperazione
e creare sinergie tra le comunità dell'innovazione
in Europa. L'IET dovrebbe dare la priorità al trasferimento
delle sue attività di istruzione superiore, ricerca
ed innovazione «a vantaggio delle imprese e della loro
applicazione commerciale, nonché al sostegno agli avviamenti
di imprese, alle scorporazioni e alle piccole e medie imprese
(PMI)».
Compiti dell'IET
Al fine di raggiungere il suo obiettivo, l'IET dovrà
individuare i suoi settori prioritari, svolgere un'attività
di sensibilizzazione tra le organizzazioni partner potenziali
ed incoraggiare la loro partecipazione alle sue attività.
Potrà mobilitare i fondi provenienti da fonti pubbliche
e private e utilizzare le sue risorse. In tale contesto, dovrà
cercare di finanziare una proporzione significativa e crescente
del suo bilancio facendo ricorso a fonti private e mediante
entrate generate dalle proprie attività.
L'IET dovrà inoltre selezionare e designare le "Comunità
della conoscenza e dell’innovazione" (CCI), ossia
dei partenariati autonomi di eccellenza tra istituti di istruzione
superiore, istituti di ricerca, imprese ed altri soggetti
interessati «sotto forma di reti strategiche autosufficienti,
sostenibili e di lungo periodo nell'ambito del processo innovativo».
Offrirà loro un sostegno adeguato, applicherà
misure adeguate di controllo della qualità, seguirà
costantemente e valuterà periodicamente le loro attività
e garantirà un livello appropriato di coordinamento
tra di esse. Mediante accordi, dovrà definire diritti
e obblighi delle CCI.
L'IET incoraggerà poi il riconoscimento negli Stati
membri dei titoli e dei diplomi che sono rilasciati da istituti
di istruzione superiore, che sono organizzazioni partner e
che possono essere assimilati a titoli e diplomi dell'IET.
Promuoverà la diffusione di buone prassi per l'integrazione
del triangolo della conoscenza al fine di sviluppare una cultura
comune dell'innovazione e del trasferimento di conoscenze
e assicurerà la complementarietà e la sinergia
tra le attività dell'IET ed altri programmi comunitari.
Potrà anche istituire una fondazione avente l'obiettivo
specifico di promuovere e sostenere le attività dell'IET.
Le Comunità della conoscenza e dell’innovazione
- CCI
Spetterà all'IET il compito di selezionare e designare
un partenariato destinato a divenire una CCI secondo una procedura
concorrenziale, aperta e trasparente. A tale fine, dovrà
adottare e pubblicare i criteri dettagliati per la selezione
delle CCI, in base ai principi di eccellenza e di pertinenza
in termini di innovazione. Esperti esterni e indipendenti
parteciperanno alla selezione che dovrà essere realizzata
in base a una serie di criteri stabiliti dal regolamento,
tra i quali la capacità d'innovazione esistente e potenziale
nell'ambito del partenariato e la sua capacità di garantire
un finanziamento autosufficiente.
Le CCI avranno «un'autonomia generale sostanziale»
per definire la loro organizzazione interna e la composizione,
nonché il loro programma preciso e metodi di lavoro,
mentre le relazioni tra l'IET e ciascuna CCI sarà fondata
su un accordo contrattuale. La condizione minima per la costituzione
di una CCI è la partecipazione di almeno tre organizzazioni
partner, stabilite in almeno due Stati membri diversi, che
siano «indipendenti l'una dall'altra». Una CCI
potrà includere organizzazioni partner di paesi terzi,
ma la maggioranza dei partner deve essere stabilita negli
Stati membri. Almeno un istituto di istruzione superiore ed
una società privata devono prendere parte a ciascuna
CCI.
Le CCI eserciteranno attività d'innovazione e investimenti
con valore aggiunto europeo integrando pienamente le dimensioni
dell'istruzione superiore e della ricerca «per raggiungere
una massa critica e stimolando la diffusione e lo sfruttamento
dei risultati». Realizzeranno poi ricerca di punta incentrata
sull'innovazione «in settori che rivestono un interesse
fondamentale per l'economia e la società», che
si avvalga dei risultati della ricerca europea e nazionale
e che presenti il potenziale per rafforzare la competitività
dell'Europa a livello internazionale.
Condurranno anche attività di istruzione e di formazione
a livello di master e di dottorato «in discipline aventi
un potenziale per soddisfare i futuri bisogni socioeconomici
europei» e che promuovano lo sviluppo delle competenze
in materia d'innovazione, il miglioramento delle competenze
manageriali e imprenditoriali e la mobilità dei ricercatori
e degli studenti. Si occuperanno poi di diffondere le migliori
prassi nel settore dell'innovazione incentrate sullo sviluppo
di una cooperazione tra il settore dell'istruzione superiore,
della ricerca e delle imprese, compresi i settori terziario
e finanziario.
Prima fase: cambiamenti climatici, energia rinnovabile e TIC
Nell'arco di un periodo di diciotto mesi dalla sua creazione,
l'IET dovrà selezionare due o tre CCI «in settori
che aiutano l'Unione europea ad affrontare le sfide presenti
e future». In proposito, viene ipotizzato che questi
riguardino settori quali i cambiamenti climatici, l'energia
rinnovabile e la prossima generazione di tecnologie dell'informazione
e della comunicazione.
La selezione e la designazione di ulteriori CCI dovrebbe essere
consentita dopo l'adozione della prima "agenda strategica
per l'innovazione" (ASI), ossia del documento programmatico
che presenta i settori prioritari per le future iniziative
dell'IET, compresa una panoramica sulle attività nell'ambito
dell'istruzione superiore, della ricerca e dell'innovazione
pianificate per un periodo di sette anni. Il primo progetto
di ASI dovrà essere definito dall'IET entro il 30 giugno
2011 per essere poi adottato congiuntamente dal Parlamento
europeo e dal Consiglio.
Gli organi dell'IET
L'IET è dotato degli organi seguenti:
• un comitato direttivo composto di membri ad alto livello
con esperienza nei settori dell'istruzione superiore, della
ricerca, dell'innovazione e delle imprese, incaricato della
direzione delle attività dell'IET, della selezione,
della designazione e della valutazione delle CCI, nonché
dell'adozione di tutte le altre decisioni strategiche;
• un comitato esecutivo che supervisiona la gestione
dell'IET e adotta le decisioni necessarie tra una riunione
e l'altra del comitato direttivo;
• un direttore che rende conto al comitato direttivo
della gestione amministrativa e finanziaria dell'IET e ne
costituisce il rappresentante legale.
Fonti di finanziamento
L'IET è finanziato mediante un contributo del bilancio
generale dell'Unione europea nell'ambito della dotazione finanziaria
e di altre fonti private e pubbliche. La Commissione stima
in 2,4 miliardi di euro il bilancio necessario per sei anni.
Nel quadro della revisione del quadro finanziario pluriennale
2007-2013, il Parlamento e il Consiglio hanno convenuto di
stanziare 308,7 milioni di euro "comunitari" a favore
dell'IET per il periodo dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre
2013.
Le CCI saranno finanziate, in particolare, mediante contributi
delle imprese o organizzazioni private («che costituiscono
una fonte sostanziale di finanziamento»), contributi
del bilancio generale dell'Unione europea, contributi statutari
o volontari degli Stati partecipanti, di paesi terzi o delle
loro autorità pubbliche, nonché lasciti, donazioni
e contributi provenienti da individui, istituzioni, fondazioni
o qualunque altro organismo nazionale. Così come da
ricavi generati dalle attività delle CCI e canoni per
diritti di proprietà intellettuale, ricavi generati
da risultati o dotazioni in capitali delle attività
dell'IET, contributi di istituzioni o organismi internazionali,
nonché prestiti e contributi della Banca europea per
gli investimenti.
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