Nuove tecnologie, esenzioni fiscali, tassazione in funzione
delle emissioni o dei consumi, incentivi alla rottamazione
e pedaggi per ridurre la congestione urbana e incentivare
mezzi alternativi. E' questa la ricetta del Parlamento per
un trasporto urbano più sostenibile. Ma l'inquinamento
da trasporti va anche affrontato con più investimenti
nelle infrastrutture e nella R&S, la revisione dell'Eurobollo,
la promozione delle ferrovie e quote di emissione per gli
aerei e, se del caso, per le navi.
Approvando
con 542 voti favorevoli, 79 contrari e 26 astensioni la relazione
di Gabriele Albertini (PPE/DE, IT), il Parlamento
osserva anzitutto che circa 1/3 del consumo totale di energia
nella UE-25 è legato al settore dei trasporti (escluso
quello marittimo e le pipelines), mentre il trasporto su strada,
con l'83%, è la modalità che assorbe la maggior
quantità di energia. Il settore, inoltre, è
responsabile per il 70% della domanda di petrolio nella UE-25
e dipende per il 97% da combustibili fossili, mentre solo
il restante 2% proviene da energia elettrica («di cui
buona parte generata da centrali nucleari») e l'1% da
biocombustibili.
Nel sottolineare l'importanza del settore dei trasporti per
l'occupazione, la crescita e l'innovazione, il Parlamento
sostiene che una mobilità garantita, sicura ed abbordabile
«costituisca un requisito fondamentale del nostro stile
di vita». Considerando prioritarie le esigenze di una
mobilità sostenibile da un punto di vista ambientale,
ritiene quindi che ci si possa aspettare l'adesione dei cittadini
a «misure che garantiscano tale mobilità a lungo
termine». Si dice quindi convinto che «solo un'adeguata
combinazione di diverse misure possa mitigare gli effetti
negativi dei singoli interventi contribuendo nel contempo
a favorirne l'accettabilità da parte dei cittadini».
Questo policy mix dovrebbe contemplare gli sviluppi tecnologici
(misure per l'efficienza energetica, nuovi standard per motori
e combustibili, nuove tecnologie e combustibili alternativi),
strumenti di mercato (tasse/tariffazione basate sull'impatto
ambientale o sulla congestione, incentivi fiscali, sistema
di scambio di emissioni calibrati sui diversi modi di trasporto),
come anche misure di accompagnamento per ottimizzare l'utilizzo
dei mezzi di trasporto e delle infrastrutture e per promuovere
un cambiamento nelle abitudini delle imprese e dei cittadini.
L'azione dell'UE e degli Stati membri, inoltre, andrebbe concentrata
sui settori del sistema più determinanti: aree metropolitane
e urbane congestionate, i principali corridoi commerciali
interurbani europei e le zone sensibili dal punto di vista
ambientale (la regione alpina, il Mar Baltico, ecc.). A quest'ultimo
proposito, accogliendo un emendamento dei Verdi, il Parlamento
sottolinea che devono essere adottate tempestivamente concrete
misure per la promozione del trasporto sostenibile nelle regioni
montane sensibili e in zone densamente popolate tramite la
ratifica del protocollo sui trasporti della Convenzione delle
Alpi.
La Commissione e gli Stati membri sono inoltre invitati a
investire di più nella ricerca nel settore dei trasporti
per permettere lo sviluppo di tecnologie più efficienti
dal punto di vista energetico e che favoriscano la riduzione
delle emissioni di CO2. Al riguardo, il Parlamento chiede
che, nell'ambito della revisione 2009 del quadro finanziario
pluriennale, la Commissione aumenti «in modo significativo»
lo sforzo finanziario complessivo a favore della R&S nei
settori dell'ambiente, dell'energia e dei trasporti.
Misure fiscali per promuovere auto meno inquinanti
I deputati ritengono che, per promuovere veicoli con bassi
livelli di consumi e emissioni, è anche importante
ricorrere a strumenti di mercato. Tra questi citano: esenzioni
fiscali, riforma delle tasse automobilistiche in base alle
emissioni inquinanti e all'efficienza dal punto di vista del
consumo di carburante nonché incentivi per la rottamazione
dei veicoli più inquinanti e per l'acquisto di nuove
auto a basse emissioni. Queste «importanti misure»,
a loro parere, «contribuirebbero, nel contempo, ad ammortizzare
l'onere, per i costruttori automobilistici, di rispettare
gli obblighi imposti dal nuovo quadro legislativo».
Esortano quindi il Consiglio e gli Stati membri a procedere
in tal senso.
D'altra parte - con 103 voti favorevoli, 517 contrari e 26
astensioni - il Parlamento ha respinto un emendamento dei
Verdi che esortava la Commissione a proporre una riduzione
della velocità a 130 km/h su tutte le autostrade UE,
con la possibilità per gli Stati membri di fissare
limiti di velocità più bassi, per favorire il
risparmio energetico e la tutela del clima.
Congestion charge contro il traffico in città
Il Parlamento sottolinea che il traffico urbano genera il
40% delle emissioni di CO2 e il 70% delle altre emissioni
inquinanti prodotte dagli autoveicoli, mentre la congestione
stradale, soprattutto nelle aree metropolitane, «costa
all’UE circa l’1% del PIL». Il problema
della congestione urbana deve quindi essere affrontato «in
modo più ambizioso», nel rispetto della sussidiarietà,
attraverso una strategia di coordinamento a livello europeo.
Sottolinea, peraltro, che occorre migliorare l'informazione
dei consumatori e intensificare le campagne di educazione
e di promozione di nuovi comportamenti in favore dei mezzi
o modelli di trasporto più sostenibili.
Persuasi che le aree urbane offrano potenziali economicamente
ragionevoli per ulteriori politiche volte a incentivare il
trasporto pubblico, gli spostamenti a piedi e in bicicletta,
i deputati invitano la Commissione e gli Stati membri ad analizzare
il modo in cui le infrastrutture di trasporto e le relative
tariffe incidono sullo sviluppo urbano e sulla futura domanda
di servizi di trasporto. In tale contesto, ritengono fondamentale
investire sull'innovazione tecnologica (maggiore impiego dei
sistemi di trasporto intelligenti) e su un migliore sfruttamento
delle infrastrutture esistenti con misure di gestione della
domanda quali la tariffazione - congestion charge (tassa per
l'ingombro della strada, ndr) e road pricing (pedaggi per
l'ingresso nei centri urbani, ndr). Vanno poi promosse soluzioni
innovative per ottimizzare l'integrazione del flusso urbano
di merci e misure come il car sharing (condivisione dell'auto)
o il car pooling (uso comune). Ma sono anche necessarie disposizioni
per consentire il lavoro a domicilio.
Il Parlamento chiede al Consiglio e agli Stati membri di intensificare
gli investimenti nelle infrastrutture e nei sistemi di trasporto
intelligenti (STI). Insiste poi affinché la Commissione
presenti, al più tardi entro il giugno 2008, «un
modello generalmente applicabile, trasparente e comprensibile»
per la valutazione dei costi esterni di tutti i modi di trasporto,
«destinato a servire come base per il futuro calcolo
degli oneri corrisposti per l'uso delle infrastrutture».
Questa iniziativa, inoltre, deve essere accompagnata da proposte
legislative, «a cominciare dalla revisione della direttiva
sull'Eurobollo». D'altra parte, esorta la Commissione
a sviluppare quanto prima un piano di azione per la logistica
del trasporto merci in Europa.
Promuovere il trasporto ferroviario, per merci e persone
Il Parlamento ritiene che il trasporto ferroviario è
quello a più basso consumo di energia o emissioni di
CO2 ed ha un potenziale importante da sviluppare sia nella
logistica del trasporto merci sia per il trasporto passeggeri
nelle tratte di media-corta distanza. L'Aula, peraltro, ha
soppresso la parte che individuava nell'uso del nucleare come
fonte d'energia elettrica il basso livello di emissioni di
questo mezzo di trasporto. Per i deputati, occorre inoltre
realizzare quanto prima il completamento di uno “spazio
unico” ferroviario europeo, procedere verso la realizzazione
di un sistema europeo unico di gestione del traffico ferroviario
(ERTMS) e verso soluzioni interoperabili, nonché migliorare
le prestazioni e la qualità del servizio.
Quote di emissione per il trasporto aereo
Nonostante la riduzione dei consumi di carburante e delle
emissioni sonore degli aerei, per i deputati l’impatto
globale dell’aviazione civile sull’ambiente «è
aumentato a causa della forte crescita del traffico».
Sollecitano quindi l'inclusione del trasporto aereo nel sistema
di scambio di emissioni, tasse aeroportuali in funzione delle
emissioni, l'istituzione dell'iniziativa "Clean Sky"
volta a ridurre le emissioni di CO2 e NOx e l'inquinamento
acustico, nonché la rapida creazione di un vero Cielo
unico europeo per porre fine alla frammentazione dello spazio
aereo europeo. Allo stesso tempo, occorre prendere misure
concrete per alleviare la congestione aeroportuale e agevolare
gli accessi ferroviari negli aeroporti. La richiesta formulata
dai Verdi di proporre una tassa sul cherosene e l'IVA per
i biglietti dei voli intra-UE è stata respinta dall'Aula
con 522 voti contrari.
Fonti rinnovabili per il trasporto marittimo
Osservando un aumento continuo delle emissioni del trasporto
marittimo, la relazione raccomanda di ridurre le emissioni
di sostanze quali il CO2, la SO2 e gli ossidi di azoto provenienti
dalle navi, di introdurre e promuovere l'utilizzo di fonti
rinnovabili, come l'energia eolica e solare e di approvvigionare
da terra le navi. Vanno anche contenute le emissioni attraverso
il sistema di scambio delle quote di emissione, ma «senza
pregiudicare tale modo di trasporto che è il più
rispettoso dell'ambiente, né favorire altri modi che
sono più inquinanti». Occorre poi investire nell'ammodernamento
delle infrastrutture portuali al fine di permettere il rapido
trasferimento di merci e di passeggeri da un sistema di trasporto
all'altro, «realizzando così una riduzione del
consumo energetico nel settore dei trasporti».
|