Il Parlamento ha approvato un programma di ricerca che, con
l'uso delle nuove tecnologie dell'informazione, mira a migliorare
la qualità della vita dei "baby boomers"
che andranno in pensione tra il 2010 e il 2030. Si tratta,
in particolare, di favorire l’avvento di prodotti, servizi
e sistemi innovativi volti a migliorare l’autonomia,
la partecipazione alla vita sociale, le competenze e l’occupabilità
degli anziani, riducendo i costi sanitari e dell’assistenza
sociale.
La popolazione
europea sta invecchiando: la speranza media di vita è
passata da 55 anni nel 1920 agli oltre 80 di oggi. Con il
pensionamento della generazione del "baby boom",
tra il 2010 e il 2030, il numero di persone di età
compresa tra i 65 e gli 80 anni aumenterà quasi del
40%. Questo sviluppo demografico solleva una serie di problematiche
per la società e l’economia europee che possono
essere risolte grazie al ruolo decisivo svolto dalle tecnologie
dell’informazione e della comunicazione (TIC).
L’obiettivo della proposta è l’adozione
di una decisione relativa alla partecipazione della Comunità
al programma comune di ricerca e sviluppo (“Domotica
per categorie deboli”) avviato congiuntamente da vari
Stati membri. Il programma è volto a migliorare la
qualità della vita delle persone anziane e a rafforzare
la base industriale in Europa attraverso l’uso delle
tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Le TIC possono infatti aiutare gli anziani a rimanere in buona
salute e ad essere indipendenti più a lungo e permettere
loro di rimanere attivi sul lavoro o in comunità. Grazie
a queste tecnologie è possibile anche fornire servizi
assistenziali e sanitari più efficienti (che saranno
sempre più richiesti con l’invecchiamento della
popolazione), migliorare la gestione della salute pubblica
e le opportunità di prestare cure e servizi innovativi
alle comunità e alle persone.
Approvando con 431 voti favorevoli, 10 contrari e 8 astensioni
il pacchetto di emendamenti di compromesso definito dalla
relatrice Neena Gill (PSE, UK) e il Consiglio,
il Parlamento ha adottato la decisione che consentirà
la partecipazione della Comunità al programma avviato
da 20 Stati membri (tra cui l'Italia) e da Israele, Norvegia
e Svizzera. Per l'attuazione del programma comune la partecipazione
finanziaria della Comunità sarà limitata a 150
milioni di euro per il periodo coperto dal settimo programma
quadro (2008-2013).
La concessione della partecipazione comunitaria è subordinata
all’impegno di risorse da parte degli Stati partecipanti
e al pagamento effettivo della loro partecipazione finanziaria.
Pertanto, si stima che il programma potrà beneficiare
di un apporto globale aggiuntivo da parte nazionale di circa
150 milioni di euro per lo stesso periodo. Ogni Stato partecipante,
peraltro, dovrà fornire un contributo finanziario minimo
annuale pari a 0,2 milioni di euro. Al 1° gennaio 2008,
gli Stati partecipanti si sono impegnati a contribuire per
un totale annuale di 32,2 milioni di euro, di cui 2,5 sono
"promessi" dall'Italia (Ministero della Ricerca
e dell'Università).
Le principali attività del programma comune consisteranno
in attività di ricerca, sviluppo e innovazione attuate
nell’ambito di progetti transnazionali con condivisione
dei costi che coinvolgono partner di almeno tre diversi Stati
membri partecipanti, Israele, la Norvegia e la Svizzera o
altri paesi partecipanti che svolgono attività connesse.
Queste attività dovranno avere per oggetto la ricerca
orientata al mercato, essere limitate al breve-medio termine
e dimostrare che è possibile sfruttare i risultati
del progetto entro termini realistici.
Il programma comune prevede inoltre attività di mediazione,
di promozione del programma e di creazione di reti, che possono
essere attuate attraverso l’organizzazione di specifici
eventi o in combinazione con eventi esistenti. Può
trattarsi dell’organizzazione di seminari e della presa
di contatto con altri soggetti interessati all’interno
della catena del valore.
Gli obiettivi specifici del programma comune sono i seguenti:
• favorire l’avvento di prodotti, servizi e sistemi
innovativi basati sulle TIC per invecchiare bene, a casa,
in comunità e sul lavoro, migliorando la qualità
della vita, l’autonomia, la partecipazione alla vita
sociale, le competenze e l’occupabilità degli
anziani e riducendo i costi sanitari e dell’assistenza
sociale. A tal fine si possono ad esempio utilizzare le TIC
in modo innovativo, trovare nuove modalità di interazione
con gli utenti e nuovi tipi di catene del valore per servizi
a favore di una vita autonoma. I risultati del programma comune
potrebbero essere utilizzati anche da altri gruppi di persone,
segnatamente disabili;
• creare una massa critica per la ricerca, lo sviluppo
e l’innovazione a livello UE nel campo delle tecnologie
e dei servizi per invecchiare bene nella società dell’informazione,
in particolare instaurando un ambiente propizio alla partecipazione
delle piccole e medie imprese;
• migliorare le condizioni per lo sfruttamento industriale
dei risultati della ricerca, prevedendo un quadro europeo
coerente che agevoli lo sviluppo di approcci comuni, incluse
norme minime comuni, la localizzazione e l’adattamento
di soluzioni comuni compatibili con le diverse preferenze
sociali e gli aspetti regolamentari a livello nazionale o
regionale in tutta Europa.
Un emendamento di compromesso precisa la necessità
di evitare che l'uso di nuove tecnologie conduca all'esclusione
e, pertanto, occorre promuovere lo sviluppo di soluzioni efficaci
che contribuiscano a garantire un accesso equo e semplificato
a prodotti e servizi basati sulle TIC. Ciò comprende
anche l'accesso ai servizi attraverso una scelta di canali
diversi, «che rispettino la riservatezza e la dignità
degli anziani in tutte le regioni europee».
Il programma comune, afferma un altro emendamento di compromesso,
dovrebbe inoltre promuovere l'innovazione e il cofinanziamento,
da parte del settore privato, in particolare le PMI, di progetti
correlati al mercato, come anche lo sviluppo, nel quadro dei
progetti, di tecnologie e soluzioni adeguate alle esigenze
degli anziani, al fine di accrescere la partecipazione sociale
di questi ultimi.
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