Dopo
un’ampia consultazione pubblica, la Commissione ha adottato
nuove norme che favoriranno lo sviluppo degli aeroporti regionali,
definendo con precisione le condizioni per la concessione di
aiuti alle compagnie aeree per l’avvio delle attività
su nuove linee in partenza da aeroporti regionali.
L’apertura di rotte aeree regionali favorirà la
mobilità in Europa e lo sviluppo regionale. Le norme
precise adottate oggi garantiscono la parità di trattamento
tra aeroporti pubblici e aeroporti privati ed evitano che le
compagnie che beneficiano degli aiuti siano eccessivamente favorite
rispetto alle altre compagnie. Gli orientamenti offrono infine
indicazioni agli aeroporti e agli Stati membri sul finanziamento
pubblico degli aeroporti.
Il Vicepresidente della Commissione responsabile dei trasporti,
Jacques Barrot, ha dichiarato: «La Commissione europea
desidera incentivare lo sviluppo degli aeroporti regionali e
la mobilità dei cittadini. Le nuove regole offrono agli
aeroporti regionali la certezza giuridica necessaria per il
loro sviluppo e per quanto riguarda i rapporti con le compagnie
aeree e i poteri pubblici».
L’intensificarsi della concorrenza nel mercato aereo europeo,
in particolare dopo la comparsa delle compagnie low-cost, ha
spinto molti aeroporti ad attivarsi per convincere alcune compagnie
ad aprire nuove rotte. Una simile evoluzione consente un’offerta
di trasporti aerei più ampia e accessibile a tutti i
cittadini europei, e contribuisce allo sviluppo economico regionale,
favorendo allo stesso tempo la
riduzione della congestione negli hub. La Commissione intende
incentivare questa evoluzione, garantendo che venga riservato
un trattamento paritario a tutti gli operatori aeroportuali
e a tutte le compagnie aeree e che le risorse pubbliche siano
utilizzate correttamente.
I nuovi orientamenti – adottati dopo una vasta consultazione,
in particolare con il settore interessato e gli Stati membri
- istituiscono un quadro giuridico certo per gli accordi tra
aeroporti e compagnie aeree. Essi garantiranno una maggiore
trasparenza e permetteranno di evitare discriminazioni negli
accordi tra gli aeroporti regionali e le compagnie aeree per
quanto riguarda gli aiuti destinati all’avvio delle
attività. Gli orientamenti garantiscono infine la completa
parità di trattamento tra aeroporti pubblici e aeroporti
privati.
Se un aeroporto, al di là del puro interesse commerciale,
decide di concedere finanziamenti pubblici ad una compagnia,
questi saranno accolti se servono a condividere (entro il limite
del 30-50%) i costi aggiuntivi connessi all’apertura della
nuova rotta, ad esempio le spese di marketing o i costi di installazione
sul sito degli aeroporti regionali interessati.
La rotta per la quale vengono concessi aiuti dovrà, a
termine, essere
economicamente redditizia; per questo motivo gli aiuti devono
ridursi gradualmente nel tempo e avere una durata massima di
3 anni (di 5 anni se si tratta di regioni meno favorite e isolate).
Gli aeroporti interessati in via prioritaria saranno quelli
con un traffico interno inferiore a 5 milioni di passeggeri.
La Commissione applicherà i nuovi orientamenti a partire
dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea.
I nuovi orientamenti forniscono chiarimenti anche sui finanziamenti
pubblici degli aeroporti, con particolare riguardo agli investimenti
nelle infrastrutture aeroportuali. Il settore aeroportuale europeo
è da qualche anno sempre più concorrenziale e
ciò ha portato la Corte di giustizia a considerare gli
aeroporti, in via di principio, come operatori economici. Le
infrastrutture aeroportuali sono alla base delle attività
economiche degli aeroporti, ma in alcuni casi contribuiscono
a realizzare obiettivi di sviluppo economico regionale, di pianificazione
territoriale e di accessibilità. Gli orientamenti definiscono
come applicare le regole della concorrenza all’attività
economica degli aeroporti, tenendo conto delle eventuali funzioni
di interesse
generale che essi svolgono. |