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L'editoriale
di A. Panzeri |
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Dopo
il no francese ed olandese al referendum sul Trattato
Costituzionale ed il mancato accordo sulle prospettive
finanziarie, il processo di costituzione dell’Europa
ha subito una battuta d’arresto. Il Consiglio ha
deciso una pausa di riflessione, non poteva essere altrimenti,
ma di riflessione, allo stato attuale non vi è
traccia. Nei singoli Paesi, aggrovigliati in vicende interne,
non si è aperto alcun dibattito sul futuro dell’Europa,
sui suoi destini e sugli ingredienti da utilizzare per
avviare il percorso.
Un vero peccato perché l’occasione è
ghiotta per tentare di mettere in campo accurate elaborazioni
e proposte, mirate a delineare una rinnovata prospettiva
sulla funzione dell’Europa e sulle finalità
della partecipazione dei singoli Stati membri al sogno
europeo. In ogni caso non bisogna farsi prendere da un
insensato pessimismo. |
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Pur
in una fase come l’attuale è necessario
reagire e indicare con più forza l’esigenza
di riprendere la discussione.
Certo, l’approvazione del trattato costituzionale
non è dietro l’angolo e, probabilmente,
occorre aspettare che si svolgano le elezioni francesi
ma, a prescindere da ciò, è necessario
riproporre alcuni temi sui quali esercitare le prerogative
delle istituzioni europee:
- Rilancio,
seppur riaggiornata, della strategia di Lisbona perché,
se si vuole che l’Europa e gli Stati che la
compongono siano più competitivi su scala internazionale,
questa è la direzione da intraprendere.
- Una
politica sociale adeguata alle trasformazioni intervenute
che si caratterizzi nella salvaguardia del modello
sociale basato sulla solidarietà.
- La
realizzazione delle due direttive “Reach”
(riclassificazione sostanze chimiche) e “Bolkestein”
(liberalizzazione dei servizi) importanti l’una
per ottenere un equilibrio tra produzione e ambiente
e l’altra per completare il mercato interno.
Questa seconda deve essere basata sul principio della
coesione sociale e, per tale motivo, è aperto
nel Parlamento Europeo un confronto teso a modificare
l’impostazione originaria data dalla Commissione
Europea.
Ecco
dunque tre campi di iniziative sui quali lavorare nei
prossimi mesi per evitare che la battuta d’arresto
sul trattato Costituzionale determini una impasse generale.
Non ne ha bisogno l’Europa e nemmeno l’Italia. |
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