Newsletter n°4/2019

EDITORIALE


 

Come la Brexit ha cambiato l’immagine dell’UE
Come si è recentemente chiesto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, nemmeno io saprei dire in quale girone dell’inferno Dante avrebbe collocato coloro che hanno spinto per la Brexit senza aver chiaro come metterla in atto. Di sicuro però questa Brexit ha uno svolgimento di gran lunga più complicato del viaggio di Dante. Purgatorio e Paradiso compresi. Ci si è talmente abituati a sentire discutere della questione che sembra che i negoziati per la Brexit non debbano finire mai. Invece una data di scadenza c’è e basta girare una pagina del calendario per trovarla: 29 marzo 2019. Ma cosa cambierà davvero dopo questa data? Dato lo stato in cui ci troviamo, non sarebbe assurdo pensare che il 30 marzo non sarà cambiato proprio nulla. Lo scorso novembre infatti, in una bozza di accordo tra il governo inglese e i negoziatori europei, si è preferito restare vaghi, lasciando come termine ultimo il 20XX (nulla esclude che possa essere il 2099)
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ARTICOLI
Azione esterna: più fondi per i diritti umani, lo sviluppo e la pace
I finanziamenti europei per l’azione esterna dovrebbero sostenere lo sviluppo, gli obiettivi climatici e ambientali e promuovere la democrazia, lo stato di diritto e i diritti umani. Mercoledì 26 marzo, il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione sul proposto Strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI). Il nuovo strumento finanziario, una volta concordato dal Parlamento e dai ministri dell’UE, sarà utilizzato per distribuire buona parte dei finanziamenti esterni dell’UE, con un bilancio proposto di 93,154 miliardi di euro a prezzi correnti per il periodo 2021-2027, un aumento di quasi 4 miliardi di euro rispetto alla proposta della Commissione europea.
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A Bruxelles con i colleghi di Regeni: “Siate missionari del messaggio europeo”

L’Europa ha bisogno di nuovi missionari che diffondano un messaggio che non sia acritico, ma che sia volto a un futuro europeo. Tra questi missionari spero ci siano anche i giovani italiani che lo scorso 20 marzo ho incontrato al Parlamento europeo di Bruxelles. Sono ragazzi e ragazze che lavorano a Cambridge come ricercatori. Con loro abbiamo parlato di politica estera dell’Unione europea e ovviamente abbiamo trattato anche dell’azione che il Parlamento sta svolgendo riguardo al caso di Giulio Regeni, collega dei ricercatori presenti
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INTERVENTI IN PLENARIA

 

Algeria: si eviti di passare da elezioni senza Bouteflika a una permanenza di Bouteflika senza elezioni
In Algeria le manifestazioni si ripetono continuamente, sono manifestazioni gigantesche e pacifiche che non lasciano alcun dubbio sul pensiero di gran parte degli algerini. Le proteste inizialmente rivolte contro l’ipotesi del quinto mandato a cui aspirava Bouteflika ora richiedono di chiudere rapidamente la fase di transizione. In sostanza ciò che si vuole evitare è che si passi da una richiesta di elezioni senza Bouteflika ad una permanenza di Bouteflika senza elezioni. Per questo è indispensabile che per parte nostra si indichi la strada di una transizione ragionevole perché è assolutamente importante che si possa assicurare all’Algeria un quadro di stabilità nel quale democrazia, diritti e riforme siano elementi centrali

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NDICI: il nuovo strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale
Siamo chiamati a votare per il nuovo “strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale” (NDICI). Si tratta di una procedura molto importante, in quanto determinerà il modo in cui l’assistenza dell’UE ai paesi terzi sarà elargita nel periodo 2021-2027. Si tratta di un valore di quasi 90 miliardi di euro. Il testo è frutto di un lungo lavoro di negoziazione e compromesso tra tutti i gruppi politici. Abbiamo ottenuto una posizione equilibrata sulla fusione dei vari strumenti finanziari attuali in modo da garantire un maggiore indirizzo e controllo del Parlamento Europeo

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RASSEGNA STAMPA

(EL DIARIO)
Dov’è il cugino del principe ereditario saudita Mohamed Bin Salmán?
26/03/2019
Il 4 gennaio 2018, l’Ufficio del Procuratore dell’Arabia Saudita ha annunciato l’arresto di 11 principi che presumibilmente si sarebbero recati nel palazzo reale per protestare contro una nuova riforma promossa dal principe ereditario, Mohamed bin Salman (MBS), che li avrebbe costretti a pagare le fatture di luce e acqua dei loro palazzi. Avrebbero anche chiesto il risarcimento per la condanna a morte di uno dei loro cugini, il principe Turki bin Saud al-Kabir, il primo membro della famiglia reale condannato a morte in oltre 40 anni. “Nonostante furono informati che le loro richieste non erano legali, gli 11 principi hanno rifiutato di andarsene, disturbando la pace e l’ordine pubblico. I membri dei servizi di sicurezza sono intervenuti per ristabilire l’ordine ed i principi sono stati arrestati”, ha detto il pubblico ministero. A maggio tutti furono rilasciati, tranne uno
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(ALANEWS)
Algeria: serve transizione ragionevole e una politica di riforme
28/03/2019
Credo sia utile appoggiare le grandi manifestazioni di queste settimane. Dobbiamo evitare di passare da un quadro nel quale ci sia la richiesta di fare le elezioni senza Abdelaziz Bouteflika ad un quadro in cui c’è Abdelaziz Bouteflika senza elezioni. È utile che si avvii rapidamente un processo di transizione ragionevole e credo che l’attivazione dell’articolo 102 della Costituzione algerina sia un primo passo, cioè quello dell’impedimento di Bouteflika di svolgere le proprie funzioni. E nello stesso tempo credo sia indispensabile da parte dell’UE agire da protagonista nella vicenda algerina. Perché situazioni come quella siriana o della Libia, che sono molto preoccupanti, rischierebbero di essere quasi poca cosa rispetto a una possibile implosione della situazione in Algeria
(ALANEWS)
Venezuela: serve soluzione pacifica, senza ingerenze, per arrivare alle elezioni
28/03/2019
Continuo a sottolineare il lavoro positivo che il gruppo di contatto sta facendo. Non vedo alternative a una soluzione pacifica, a un no a interferenze esterne e alla realizzazione di un processo di transizione che porti alle elezioni presidenziali e politiche. Di questo c’è assolutamente bisogno. È in discussione una risoluzione al Parlamento europeo e per quanto mi riguarda ci sono delle linee rosse invalicabili per noi: il no ad ingerenze ma soluzione pacifica, quindi bisogna dire di no a ogni tipo di violenza, un giudizio positivo al gruppo di contatto perché ritengo abbia svolto e possa svolgere un ruolo importante e la creazione di un corridoio umanitario che sia gestito esternamente e non dal regime attuale per distribuire i viveri a un paese che è oggettivamente stremato.
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