Newsletter n°1/2019

 
 

EDITORIALE



  Europee, populisti a caccia per il car sharing verso Bruxelles
Finite le vacanze si sono tutti messi in viaggio. Gli esponenti politici degli Stati membri si sono messi in marcia per tessere la tela delle alleanze transnazionali che porterà alla formazione dei gruppi politici europei. Le compagini che oggi animano il Parlamento europeo, come testimoniano le rotte dei nostri politici, è destinata a cambiare. Alla base di ciò ci sono i nuovi movimenti politici che sono sorti in molti Paesi europei e che tendono a identificarsi come forze nuove, spesso giovani e in contrapposizione con l’establishment tradizionale che negli ultimi decenni è stato rappresentato con un bipolarismo tra la Destra e la Sinistra. Nuovi soggetti quindi che purtroppo non sempre equivalgono a nuove idee. Vediamo oggi alcuni esponenti dei nuovi – e meno nuovi – movimenti politici brancolare nel buio, persi tra diverse traiettorie politiche. Se un tempo erano le ideologie a tracciare la linea di un partito, oggi notiamo come queste nuove potenze politiche fluttuino tra esponenti con radici diverse, che potrebbero tuttavia essere indispensabili per raggiungere quei 25 eurodeputati provenienti da almeno sette Paesi necessari per istituire un gruppo politico al Parlamento europeo.
continua a leggere
 
 
ARTICOLI 
 
  Danzica, la politica torni ad assumersi la responsabilità delle sue parole
La Polonia non è solo l’autoritarismo di Kaczynski o la violazione dello stato di diritto. No, la Polonia è anche la svolta segnata da Solidarnosc, è la lotta per i diritti delle minoranze, è la tolleranza delle diversità, è la libertà per tutti. La Polonia è anche tutto questo, o almeno lo era fino a ieri, fino alla morte dell’uomo che più di tutti incarnava queste battaglie. Pawel Adamowicz è morto in ospedale lunedì 14 gennaio, dopo che un 27enne lo ha accoltellato di fronte a una piazza piena di persone accorse per assistere a un evento di beneficenza. Adamowicz, sindaco di Danzica dal 1998, era sul palco, quando è stato assalito dalla rabbia cieca del giovane. La corsa in ospedale, il lungo intervento chirurgico e le code di cittadini pronti a donare il sangue per lui non sono bastati a salvargli la vita
Continua a leggere


  Supercoppa, quando il denaro vale più dei diritti
Ci sono tanti motivi per cui la Supercoppa non dovrebbe essere giocata in Arabia Saudita. Il fatto che le donne non possano assistere alla partita se non a fianco agli uomini – fatto che ha sollevato l’indignazione dell’opinione pubblica italiana qualche settimana fa per poi finire, come spesso accade, nel dimenticatoio – è solo l’ultimo di una lunga lista. L’Arabia Saudita ha una lunga storia di negazioni dei diritti e delle libertà, una storia che non possiamo fare finta di non vedere. Un chiaro esempio sono i restringimenti di libertà di cui sono oggetto le donne. Siamo abituati a vederle dietro un velo nero che copre loro il viso: quel velo nasconde una situazione ben peggiore
Continua a leggere


  Al Parlamento europeo per discutere con Sanchez del futuro dell’Europa
È stato un piacere incontrare oggi al Parlamento di Strasburgo Pedro Sánchez Pérez-Castejón, primo ministro spagnolo. Con lui abbiamo parlato del futuro dell’Unione europea e delle sfide che ci prepariamo ad affrontare soprattutto in questi mesi che precedono le elezioni. Proteggiamo insieme l’Europa dalle forze che antepongono l’odio alla ragione e alla convivenza
Continua a leggere


RASSEGNA STAMPA

(ALANEWS)
Sanchez, Panzeri (S&D): “Profilo sociale a centro del discorso”
“E’ stato un discorso importante e positivo perché ha collocato nel migliore dei modi la Spagna nel dibattito europeo, non solo in vista delle europee, ma per rafforzare i requisiti europei. Credo che le cose che ha detto si inquadrano in un disegno del rafforzamento dell’Europa. Per quanto riguarda il profilo sociale, è stato parte integrante del suo discorso, non solo per la questione della parità di genere, ma perché l’Europa investa sul pilastro sociale. E sull’immigrazione ha richiamato all’idea che serve una politica europea dove la stabilità e la solidarietà siano centrali”
Guarda l’intervista

(TRT World)
I rifugiati potrebbero viaggiare verso l’Europa o l’America per via aerea. Cosa li ferma?
Le persone disperate che sono annegate nel Mar Mediterraneo hanno pagato enormi somme di denaro per raggiungere l’Europa, nonostante avrebbero potuto permettersi viaggi aerei per sfuggire ai conflitti e alle persecuzioni – solo se fosse loro permesso 
Leggi l’intervista

(EP Today)
Il Bangladesh deve rimanere saldo sul laicismo di fronte alla tensione religiosa
Negli ultimi anni il Bangladesh è stato scenario di numerosi scontri e violenze che hanno issato la bandiera del radicalismo religioso. Dalla questione dei Rohighya, alle pressioni dei fondamentalisti islamici, sono numerosi gli episodi che hanno investito il paese. Eppure, dalla sua indipendenza del 1971, quando si è definito come una repubblica popolare laica, il Bangladesh ha intrapreso una tendenza alla secolarizzazione. Nel 1972, il secolarismo fu scritto nella Costituzione originale del Bangladesh come uno dei quattro principi fondamentali. Dopo essere stato rimosso dal documento di fondazione nel 1977, la Corte Suprema del paese ha difeso la laicità come uno dei principi fondamentali della Costituzione nel 2010
Leggi l’intervista
 
(ALANEWS)
Global compact, Panzeri: “Politicamente vincolante”
Sul Global Compact for Migration, “l’Italia è uno dei paesi che non ha ancora deciso e anche le ultime mosse del governo hanno spostato nel tempo questa decisione. Invece sarebbe importante che l’assumesse in modo positivo perché l’adesione a quel patto globale è molto importante. Il tema è come governare al meglio il processo migratorio ed è indispensabile che tutti i governi si assumano le proprie responsabilità altrimenti il rischio è quello del non-governo, e questo comporterà più problemi. Il fatto che non sia giuridicamente vincolante non significa nulla perché è politicamente vincolante per i paesi che vi aderiscono, e ne abbiamo l’esigenza” 
Guarda l’intervista
 
(PUBLICO)
Premio Sacharov: una rete e una borsa per coloro che stanno combattendo
L’impatto del Premio Sakharov sui diritti umani non si esaurisce con l’assegnazione del premio annuale. Nell’ultimo decennio, il Parlamento europeo ha cercato di estendere la portata del premio oltre ai giorni di visibilità concessa dai media. Nel 2008, è stata istituita la rete del premio Sakharov e, dal 2016, sono state erogate borse annuali ad attivisti e difensori dei diritti umani provenienti da paesi al di fuori dell’Unione europea 
Leggi l’intervista