Netanyahu, rispetta la democrazia, non abbattere Khan al-Ahmar

Il 5 settembre, la Corte Suprema israeliana ha approvato la demolizione di Khan al-Ahmar, un villaggio situato fuori da Gerusalemme tra due insediamenti israeliani.

Il governo israeliano e il suo primo ministro, Benjamin Netanyahu, stanno portando avanti una politica razzista, nazionalista e crudele contro le comunità beduine del Negev e della Cisgiordania, imponendo trasferimenti forzati e minacciando di smantellare il villaggio di Khan al-Ahmar. Non accetteremo mai la violenza di Netanyahu e non resteremo in silenzio.

Già lo scorso 10 settembre, a nome del gruppo S&D, abbiamo inviato una lettera all’ambasciatore israeliano presso l’Unione europea, Aharon Leshno-Yaar, nella quale abbiamo fatto sentire la nostra voce contraria a queste azioni che contraddicono apertamente il diritto internazionale. Un paese che non rispetta gli obblighi previsti dal diritto internazionale nei confronti delle persone che vivono sotto la sua occupazione, non può essere considerato una democrazia sana.

Rispettiamo il legittimo diritto di Israele alla sicurezza, ma non possiamo rimanere in silenzio di fronte all’attuazione di politiche nazionaliste e razziste da parte del suo governo. Non possiamo tacere se le autorità israeliane insistono con atti di occupazione, frammentazione geografica della Cisgiordania, segregazione dei suoi cittadini arabi e oppressione delle minoranze, come le comunità beduine. I bisogni di sicurezza non possono giustificare queste violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.

Giovedì 13 settembre, la plenaria del Parlamento europeo ha approvato un’importante risoluzione in merito minaccia della demolizione di Khan al-Ahmar e di altri villaggi beduini. Il messaggio che abbiamo voluto inviare al Primo ministro israeliano è chiaro: Netanyahu, rispetta la democrazia, non abbattere Khan al-Ahmar.

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