NDICI: il nuovo strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale

 

Siamo chiamati a votare per il nuovo “strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale” (NDICI). Si tratta di una procedura molto importante, in quanto determinerà il modo in cui l’assistenza dell’UE ai paesi terzi sarà elargita nel periodo 2021-2027. Si tratta di un valore di quasi 90 miliardi di euro.

Il testo è frutto di un lungo lavoro di negoziazione e compromesso tra tutti i gruppi politici. Abbiamo ottenuto una posizione equilibrata sulla fusione dei vari strumenti finanziari attuali in modo da garantire un maggiore indirizzo e controllo del Parlamento Europeo.

Questo è il primo punto che ritengo necessario sottolineare: la governance.

La proposta della Commissione prevede solo atti di esecuzione e la comitatologia per l’adozione di documenti di programmazione. Ciò significa che il Parlamento può impugnare tali atti soltanto per motivi giuridici, ovvero se la Commissione ha superato i suoi poteri di esecuzione, e non per le decisioni politiche che li hanno motivati.

Questo è chiaramente insufficiente e inseriamo quindi atti delegati e un dialogo strategico più significativo e regolare che preceda le decisioni di programmazione.

Pertanto, in questo modo, tutte le importanti scelte strategiche sarebbero soggette alla revisione del Parlamento e alla possibilità di obiezione.

Il secondo elemento è la politica di vicinato, che rappresenta uno dei settori prioritari ed elemento chiave dell’azione esterna dell’UE. Includere la politica di vicinato nello strumento unico garantisce una maggiore flessibilità per una facile e rapida mobilizzazione di finanziamenti aggiuntivi per sostenere le relazioni speciali con i nostri vicini. Inoltre lo stanziamento previsto di 22 miliardi di euro, rappresenta un aumento del 24% di questo settore, rispetto all’attuale Quadro Finanziario Pluriennale.

Per quanto riguarda l’Africa subsahariana, ne rafforziamo la dotazione finanziaria e prevediamo un programma per i paesi ACP in modo che possano affrontare le possibili esigenze derivanti da un futuro accordo post-Cotonou.

Negli obiettivi del regolamento abbiamo inserito un riferimento all’eradicazione della povertà, e per quanto riguarda l’aiuto pubblico allo sviluppo, abbiamo aumentato dal 92% al 95%, la percentuale di soddisfazione di tali criteri nei progetti finanziati.

Per quanto riguarda la migrazione, sottolineiamo la necessità di un approccio olistico ed a lungo termine, che affronti le cause profonde della migrazione irregolare e degli sfollamenti forzati, includendo anche un riferimento ai rifugiati climatici. Parliamo quindi della necessità di adottare politiche basate sui diritti umani per facilitare una migrazione sicura, ordinata e regolare.

Inoltre, considerando l’importanza di affrontare il tema del cambiamento climatico, il progetto di relazione include un riferimento all’accordo di Parigi negli obiettivi del regolamento e aumenta al 45% la percentuale delle spese destinate alle questioni climatiche, obiettivo più ambizioso rispetto alla proposta della Commissione.

Prioritario è stato inoltre sottolineare l’importanza cruciale della democrazia, dello stato di diritto, dell’universalità e dell’indivisibilità dei diritti umani, delle libertà fondamentali e del rispetto della dignità umana; Abbiamo quindi introdotto una clausola di sospensione dell’assistenza a un determinato paese in caso di persistente inosservanza di tali principi fondamentali, con re-indirizzamento dei fondi alla società civile.

Infine, per quanto riguarda la parte dello strumento che tratta la pace e alla stabilità, sottolineiamo chiaramente che i fondi in tale settore devono essere utilizzati per creare le condizioni per garantire uno sviluppo sostenibile. Tali fondi non devono infatti essere utilizzati per finanziare l’acquisto di armi o munizioni o operazioni con implicazioni militari o di difesa.

È un lavoro importante che è durato molti mesi, per questo ringrazio i correlatori per il lavoro svolto e mi auguro una piena approvazione della proposta.