Myanmar, il caso dei giornalisti Wa Lone e Kyaw Soe Oo

 

Signora Mogherini, vorrei condividere con lei oggi questo pensiero. Il caso dei due giornalisti a me sembra un ulteriore elemento di prova che il processo di transizione democratica fatica a farsi largo in quel paese e forse dovrebbe imporre a tutti noi la necessità di rivedere l’approccio delle nostre politiche.

La scorsa settimana, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, nel corso di un discorso tenuto a Ginevra, ha definito “sconvolgenti” i risultati della missione di inchiesta internazionale sul Myanmar. E del resto anche lo scorso febbraio ho fatto parte delegazione del Parlamento europeo che si è recata in Myanmar ed è triste constatare che a distanza di mesi quasi nulla è cambiato.

È del tutto evidente che l’Unione europea non può stare a guardare. Non chiediamo solo la liberazione dei due giornalisti, ma anche che si utilizzino tutti gli strumenti a nostra disposizione per tentare di cambiare il corso delle cose in quel paese.

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