Mondiali 2022: no all’estensione a 48 squadre, in pericolo i diritti umani

Nel corso dell’ultima sessione Plenaria a Strasburgo, si è svolta una riunione del gruppo Intersport del Parlamento europeo.

All’ordine del giorno si è discusso del rapporto tra Sport e Diritti umani, in particolare in vista della preparazione dei mondiali di calcio 2022 in Qatar che tra l’altro è stato oggetto di più approfondimenti da parte della Sottocommissione Diritti umani del Parlamento europeo in diverse occasioni.

È stato valutato l’orientamento del Consiglio FIFA emerso durante l’incontro del 14 e 15 marzo scorso a Miami relativo all’estensione a 48 squadre nel prossimo mondiale di calcio, che provocherebbe la richiesta ad altri paesi, geograficamente vicini al Qatar, di ospitare il torneo.

In tale quadro, la discussione ha fatto emergere severe perplessità, se non contrarietà a una ipotesi del genere.

Le ragioni sono semplici da comprendere: ricordiamo infatti alla FIFA l’impegno che ha profuso per salvaguardare i diritti umani, la trasparenza e i criteri di sostenibilità nel processo di candidatura e organizzazione della Coppa del mondo, in base anche all’adozione della politica dei diritti umani della stessa FIFA. Non solo volgiamo richiamare quell’impegno, ma vogliamo chiedere a tutti i soggetti di esserne fedeli. Perciò ogni valutazione sulla possibile espansione deve assolutamente seguire quegli obiettivi e quei criteri.

Ci chiediamo come sarà possibile, a tre anni ormai dall’appuntamento, che altri paesi della regione abbiano tempo o possibilità e volontà di perseguire tali obiettivi.

Del resto i possibili paesi organizzatori accanto al Qatar nella regione del Golfo evidenziano rischi specifici per i diritti umani. Essi includono sistemi di sfruttamento dei lavoratori che rendono i lavoratori migranti vulnerabili agli abusi, discriminazione basata sul genere, l’orientamento sessuale e la religione, nonché restrizione di diritti, alla libertà di riunione pacifica, associazione ed espressione e minacce ai difensori dei diritti umani.

Da qui le nostre severe perplessità e la richiesta alla FIFA di valutare seriamente l’opportunità di soprassedere all’orientamento emerso il 14-15 marzo scorso in ragione di uno svolgimento ordinato, e nel pieno rispetto dei diritti umani, dei mondiali di calcio del 2022.