Misteriosa morte di un attivista alla sede della polizia venezuelana

Fernando Albán, politico dell’opposizione venezuelana e consigliere comunale a Caracas, è stato trovato morto lunedì 5 ottobre nei locali della polizia venezuelana. Si tratta un fatto molto preoccupante, soprattutto per le modalità con cui è avvenuto.

Secondo le autorità locali si tratta di suicidio, altri sostengono con fermezza sia stato un omicidio che ora si vuole insabbiare. “Lo hanno ammazzato con le torture e poi lo hanno buttato di sotto per cancellare le tracce”, è quello che ha detto subito la gente accorsa sul luogo. Ciò che è certo è che il corpo di Albán è precipitato dal decimo piano.

Tutto è iniziato venerdì 5 ottobre, quando Fernando Albán era di rientro da New York. Il venezuelano aveva fatto parte di una delegazione che aveva ha denunciato negli Stati Uniti gli abusi e i crimini contro i diritti umani perpetrati dal regime del presidente venezuelano Maduro. I servizi segreti del regime venezuelano hanno atteso l’attivista all’aeroporto internazionale Simón Bolivar e l’hanno sequestrato. L’allarme è corso veloce tra i sostenitori del partito dell’opposizione venezuelana di cui Fernando Albán Salazar era esponente.

Nei giorni immediatamente successivi, nessuno ha saputo dove fosse detenuto, fino a quando lunedì 8 ottobre il suo corpo è stato trovato ai piedi dell’alto palazzo sede della polizia venezuelana.

Il procuratore ha giustificato la detenzione del cittadino con il suo presunto coinvolgimento in un attacco contro il presidente Maduro organizzato con dei droni e l’altrettanto presunto coinvolgimento in altri “atti destabilizzatori”. Si sarebbe lanciato dopo aver chiesto il permesso di andare in bagno. Una versione a cui in pochi riescono a credere. L’avvocato Joel García ha subito osservato che, dati i livelli di vigilanza e sicurezza che ci sono all’interno del Sebin, l’idea di un arrestato che tranquillamente chiede e ottiene e il permesso di andare al bagno senza essere accompagnato è “totalmente falsa”. Il partito Primero Justicia aggiunge che il cadavere è stato consegnato “senza i procedimenti forensi minimi e ostacolando il cammino verso la verità”.

Questa notizia è di grande preoccupazione per il Parlamento europeo e presenta un altro attacco all’opposizione democratica venezuelana, inclusi i prigionieri politici che hanno ricevuto il Premio Sakharov nel 2017. La Sottocommissione per i diritti umani e l’intero Parlamento europeo sostengono fortemente il presidente dell’Assemblea nazionale del Venezuela, Omar Barboza, che hanno annunciato che un’indagine indipendente sul governo per chiarire i fatti che circondano questo tragico evento.

Sollecito le autorità venezuelane a condividere immediatamente tutte le informazioni riguardanti le circostanze della morte di Fernando Albán e a indicare i responsabili di tale crimine.

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