Lotta contro la pena di morte: non solo fermare le esecuzioni, ma rispettare tutti i diritti umani

In occasione della 16esima Giornata mondiale contro la pena di morte che si celebra il 10 ottobre, vorrei ricordare l’unitaria posizione dell’UE contro questa pena in tutti i casi e in tutte le circostanze.

Sono molto preoccupato per il numero elevato di esecuzioni in Cina, Iran e Arabia Saudita. Le condanne a morte per reati commessi da minori, come in Iran, o in processi di massa, come di recente in Egitto, sono una palese violazione dei diritti umani e della dignità umana.

Purtroppo quest’anno non ci siamo avvicinati all’abolizione in Bielorussia, un vicino dell’UE. Tuttavia, l’abolizione della pena di morte in Burkina Faso nel maggio 2018 dovrebbe darci una speranza e il varo dell’Alleanza guidata dalla UE per il commercio senza torture dovrebbe dimostrare la nostra determinazione. Questa Alleanza è stata istituita per lavorare a una possibile convenzione delle Nazioni Unite per fermare il commercio di strumenti utilizzati per la tortura e la pena capitale.

La lotta contro la pena di morte non si limita solo a fermare le esecuzioni, a salvare vite umane e a evitare errori giudiziari irreparabili. Sono consapevole dei chiari legami con altri importanti campi di battaglia per i diritti umani, come le condizioni di detenzione, le torture e i maltrattamenti, l’indipendenza giudiziaria e i processi equi, i diritti dei minori e dei familiari di coloro che sono stati condannati o giustiziati.

Nel febbraio 2019 l’UE, insieme al Belgio, ospiterà il prossimo Congresso mondiale contro la pena di morte, che si aprirà con una cerimonia al Parlamento europeo. Dobbiamo cogliere questa opportunità per mostrare una leadership e per impegnarci su questi temi con i colleghi parlamentari, funzionari governativi, attivisti della società civile, leader della comunità e degli affari.

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