La situazione di emergenza in Libia e nel Mediterraneo

L’escalation della tensione che abbiamo registrato la scorsa settimana, e che probabilmente continuerà attorno a Tripoli, è segno della grande instabilità presente nel paese tra le diverse milizie presenti a Tripoli e fuori dalla capitale e delle difficoltà concrete nelle quali si trova Serraj. Penso di poter dire che l’accordo di Skhirat appare ormai sempre più lontano.

Non è in discussione l’impegno dell’Unione europea mostrato in questi anni, ma penso che il compito principale che oggi noi abbiamo sia quello di contribuire a definire una nuova road map per la Libia che veda coinvolti tutti gli attori interni ed esterni comprese le milizie che nell’accordo di Skhirat non erano state chiamate.

E l’azione dell’Unione europea da questo punto di vista è decisiva anche verso gli Stati membri. Al governo italiano va dato un chiaro messaggio: esca da questa ossessione migratoria e si concentri molto di più sull’esigenza di giocare un ruolo politico nel quadro geopolitico libico a partire dalla conferenza di novembre. E al governo francese è bene rammentare che non otterrà l’avvio di un processo di stabilizzazione se vorrà giocare la partita libica in modo solitario.

Il Parlamento europeo si faccia promotore di un’iniziativa a Bruxelles. Dobbiamo avere come orizzonte temporale la prossima primavera entro la quale realizzare i percorsi istituzionali.

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