La fidanzata di Khashoggi al PE: “Se non uscirà la verità, sarà una macchia terribile per i diritti umani”

“Oggi sono qui al Parlamento europeo non solo come fidanzata di Jamal, ma anche come essere umano per non far spegnere i riflettori sul caso e ricordare l’importanza e il rispetto dei diritti umani in tutto il mondo”.

Così è intervenuta nel corso di una riunione della Sottocommissione per i diritti umani al Parlamento europeo Hatice Cengiz, fidanzata del giornalista saudita Jamal Khashoggi, atrocemente ucciso lo scorso 2 ottobre mentre si trovava nel consolato saudita di Istanbul. “Se la verità su ciò che è accaduto a Jamal Kashoggi resterà nell’ombra, sarà una macchia terribile per i diritti umani”, ha aggiunto Hatice Cengiz.

Dall’inizio del 2019 nella penisola arabica si è registrato un drastico aumento del numero di arresti di difensori dei diritti umani e di attacchi nei loro confronti. La situazione in Arabia Saudita è allarmante, le persone che agiscono per proteggere e promuovere i diritti umani e lavorano per l’emancipazione femminile sono incarcerate e torturate.

La scorsa settimana, a questo proposito, il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione d’urgenza (http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+TA+P8-TA-2019-0117+0+DOC+PDF+V0//IT)  su questo particolare argomento, condannando il sistema giuridico e penale estremamente repressivo verso i diritti individuali e collettivi. Ha anche preso una posizione forte chiedendo al Consiglio di raggiungere una posizione comune sull’embargo sulle armi. L’UE e i suoi Stati membri hanno il potere di far sì che le autorità saudite allentino la stretta sulle libertà fondamentali. È una questione di volontà politica.

Ne abbiamo parlato martedì 19 febbraio nel corso di una riunione della Sottocommissione per i diritti umani con tanti ospiti, tra cui Hatice Cengiz, fidanzata del giornalista saudita Jamal Khashoggi, Matthew Hedges, dottorando britannico arrestato nel maggio 2018 durante un viaggio di ricerca negli Emirati Arabi Uniti, Wafaa Al-Yazidi che ha sofferto molto nella sua ricerca per unificare la sua famiglia, Jawaher Al-Meer, studentessa dell’Università Sorbona, espulso con la forza dagli Emirati Arabi Uniti e Ali Alaswad ex membro del parlamento del Bahrain che si è dimesso nel 2011 in segno di protesta contro repressione del governo sui manifestanti pacifici. È stato condannato all’ergastolo in contumacia, insieme a diversi altri membri dell’associazione politica di Al Wefaq, nel novembre 2018.

Ammiro il coraggio delle testimonianze che ci hanno offerto i nostri ospiti. Questi oratori conoscono il costo emotivo e fisico relativo alle violazioni dei diritti umani.

Il Parlamento ha sempre sostenuto e continuerà a sostenere con forza tutti coloro che lavorano con grande coraggio per rendere il loro paese più aperto, tollerante e orientato ai diritti umani.

Abbiamo voluto testimoniare il nostro ulteriore impegno perché sui numerosi casi di violazione dei diritti umani e in particolare per quanto riguarda la triste vicenda del giornalista Jamal Khashoggi non possiamo assolutamente mettere una pietra sopra, dobbiamo ricercare il massimo della verità, perché le versioni fornite finora non soddisfano né il Parlamento europeo, né la Sottocommissione diritti umani: vogliamo lavorare per raggiungere la verità.