INTERVISTA – Venezuela: Parlamento europeo riconosce Guaidò Presidente

Il Parlamento europeo ha approvato con ampia maggioranza questa decisione e chiede che si giunga a nuove elezioni nel rispetto dei diritti umani

31/01/2019 VATICAN NEWS

Il Parlamento europeo oggi ha riconosciuto in modo ufficiale Juan Guaidò come legittimo Presidente del Venezuela. I deputati hanno votato si alla risoluzione vincolante con 439 consensi, 104 no e 88 astensioni. Nei giorni scorsi Bruxelles aveva già espresso solidarietà al popolo sudamericano. L’obiettivo è instaurare un governo di transizione e condurre il Paese a nuove elezioni, ma per questo occorre l’appoggio delle forze militari e che Nicolas Maduro, a capo del Paese, si faccia da parte.

La manifestazione a Caracas

Ieri Guaidò, presidente del Parlamento venezuelano e leader dell’opposizione, aveva assunto i poteri dell’Esecutivo. Ieri nella capitale Caracas si è tenuta una manifestazione per chiedere alle autorità del Paese il riconoscimento dell’Assemblea Nazionale e dei suoi rappresentati. L’obiettivo è instaurare un governo di transizione e condurre il Paese a elezioni libere. Le Nazioni Unite indagheranno sulla feroce repressione e le violenze con cui finora Nicolas Maduro ha sedato le rivolte di piazza, provocando anche vittime. Intanto l’Alto rappresentante dell’Europa, Federica Mogherini, chiede il rilascio immediato dei quattro giornalisti spagnoli dell’agenzia Efe, arrestati ieri.

Salvaguardare i diritti Umani

L’Europa ha fatto una mossa politica importante con cui indica una via di uscita dalla crisi. “Il mio augurio è che questa presa di posizione sia adottata per trovare soluzioni pacifiche”, spiega Pier Antonio Panzeri, presidente della sottocommissione per i Diritti umani del Parlamento Europeo. “E’ stato un dibattito abbastanza complicato. Ovviamente non tutti hanno la stessa opinione: c’è chi ritiene che sia una scelta prematura il riconoscimento del leader e che sarebbe opportuno soffermarsi sulla richiesta di elezioni”. Occorre “ripristinare le condizioni di legalità, di non conflittualità e di democrazia”, conclude l’europarlamentare, “fondamentali per salvaguardare i pienamente i diritti umani”.