INTERVISTA – Sauditi nel CDA de La Scala? Uno schiaffo alla Milano dei diritti

RADIO INBLU

5 marzo 2019

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Dal minuto -7:15

Il Parlamento europeo a più riprese, anche nelle ultime settimane, ha approvato una serie di risoluzioni, non ultima quella di urgenza nei confronti delle donne che sono state imprigionate più di un anno fa e che avevano protestato per avere la possibilità di guidare la macchina e avere delle libertà nel proprio paese. Sono ancora in carcere.

Proprio la scorsa settimana abbiamo avuto una discussione sulla pena capitale al settimo Congresso mondiale. Ero con la moglie di Raif Badawi, un attivista e blogger che ha preso centinaia di frustate ed è in carcere condannato a dieci anni solo per aver espresso la propria opinione.

Sono due esempi per comprendere lo stato della situazione di quel paese e aggiungiamo poi l’efferato omicidio di Khashoggi.

Nel momento in cui un ente come la Scala di Milano si appresta, come è giusto, a internazionalizzarci, noi poniamo il problema che anche la questione dei diritti umani non venga persa di vista, in particolar modo se ci troviamo a fare i conti con un paese come l’Arabia Saudita.

Aggiungo che Milano è stata caratterizzata sabato scorso da una grandissima manifestazione contro il razzismo e per i diritti. Io considero questa mia città una città dei diritti, per questa ragione ritengo che il Parlamento europeo abbia potuto esprimere questa opinione dicendo attenzione, non fate questo passo perché rischia di essere controproducente per la città.

Pereira mi ha cercato ieri sera, ho parlato con lui al telefono, mi ha espresso le proprie opinioni sul fatto che i sauditi investirebbero un bel po’ di soldi, sono cose che capisco benissimo, del resto il principe ereditario sta girando il mondo comprando il consenso e facendo dimenticare le vicissitudini di casa propria. Capisco queste cose, ma non mi fanno cambiare opinione.

Sarebbe opportuno che invece di dare il via libera si imponesse a quel paese una revisione della propria modalità di comportamento per quanto riguarda i diritti umani.