INTERVISTA – Migranti, esternalizzazioni e hot-spot? Scelte sbagliate

AlaNews 3 luglio 2018

“I drammi continuano e questo significa che al di là delle parole e delle affermazioni continuano anche i flussi migratori, è difficile e complicato arrestarli per tantissime ragioni. Questo dovrebbe imporre non solo al governo italiano ma complessivamente all’Europa di riconsiderare il tema dell’immigrazione, rivedere finalmente il Regolamento di Dublino e soprattutto inaugurare una politica comune di immigrazione che fino ad oggi non è esistita.

Anche le ultime conclusioni del Consiglio hanno portato esclusivamente a mettersi d’accordo solo sulla esternalizzazione delle frontiere e sulla creazione di hot-spot al di fuori dell’Europa. Scelte che considero fallaci e che non produrranno nessun effetto positivo.

Occorre riproporre di nuovo la questione di una politica comune europea sull’immigrazione. Le avvisaglie ci dicono che non sarà così, anche per il tipo di composizione del governo e per il programma in campo per quanto riguarda l’Austria. Però io credo che il Parlamento europeo debba esercitare la propria funzione, il proprio ruolo politico perché si spinga i Paesi a produrre uno sforzo in avanti.

Bisogna essere consapevoli: sul tema dell’immigrazione passa non solo l’idea di Europa, ma del tipo di Europa. C’è chi ritiene che debba essere una fortezza chiusa e la immagina assediata da immigrati e chi, come il sottoscritto, immagina che l’Europa debba essere l’Europa del lavoro, della solidarietà, dell’accoglienza e dell’integrazione. Un’Europa guidata, non lasciata al caso, e per governarla servono governi che siano responsabili e capaci di programmare questo processo”.

 

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