INTERVISTA – “Le politiche di questo governo portano l’Italia ai margini dell’UE”

RADIO RADICALE – 13/02/2019

 

Nessuna offesa nei confronti del popolo italiano, perché è difficile identificare il presidente del Consiglio Conte nel popolo italiano. Tuttavia i toni sono stati oggettivamente alti in una discussione che doveva riguardare soprattutto il futuro dell’Unione europea e il contributo che l’Italia può e deve offrire. Il dibattito si è scatenato sulle questioni italiane. Potevamo fare anche un po’ meglio, molta responsabilità è del Presidente del Consiglio che invece che indicare vie di marcia che fossero oggetto di confronto è stato molto vago.

È discutibile l’idea che oggi l’Italia abbia un ruolo centrale per il futuro dell’Europa. Anche dal dibattito avvenuto sembra di capire che si trovi invece ai margini, sempre più in isolamento. La stessa poca presenza al dibattito testimonia scarso interesse nei confronti di chi sta governando. Ma ricapitolando, ho cercato di dare questa valutazione del suo discorso: o è stato un discorso di apertura per affermare (nella migliore delle ipotesi) che tutto quanto è stato fatto in questi mesi da parte di questo governo è stato sconfessato, oppure è stato un discorso falso perché l’azione del governo di questi mesi non va nella direzione che lui ha indicato. Quindi devono un po’ mettersi d’accordo.

L’atteggiamento oggi sulle questioni economiche è evidente. Non si può dare semplicemente la colpa alla stagnazione internazionale il fatto che si cresca solo dello 0,2%, significa che manca un ingrediente nazionale per la crescita e lo sviluppo e riguarda soprattutto la manovra economica che è stata fatta che è espansiva sul tema della spesa pubblica e che incide per nulla sulle questioni dell’investimento e dell’occupazione. Il tema fondamentale è questo: la politica economica perseguita dall’attuale governo non va nella direzione di collocare il nostro paese, che è un importante paese, nella dimensione economica e sociale internazionale.

Per quanto riguarda l’azione di alcuni esponenti di governo nell’incontro con i Gilet gialli in Francia, nulla da dire se alcuni esponenti del M5S li incontrano, ma quando si tratta del vicepresidente del Consiglio mi pare ci sia una grande inopportunità. Conte lo ha difeso dicendo che in quel momento Di Maio è stato all’incontro come responsabile dei Cinque Stelle, ma non può togliersi la giacchetta a seconda delle situazioni. È vicepresidente del consiglio quindi deve fare attenzione perché può produrre effetti anche devastanti nei rapporti con un paese importante come la Francia. Non voglio difendere Macron, ma solo dire che forse una politica estera più accorta dovrebbe essere perseguita. Ciò pone in netta evidenza tutte le contraddizioni di questo governo e le incapacità del dicastero della politica estera di svolgere la funzione. Possiamo dire che in tutte queste vicende Moavero non assume posizioni necessarie per porre il nostro paese in una posizione importante del quadro internazionale.

Le politiche che sono attuate dal governo pongono l’Italia ai margini. Questo governo non riesce ad avere alleati anche su temi che interessano al nostro paese, come l’immigrazione. Si chiede giustamente una politica europea per l’immigrazione, ma i primi che si oppongono, oltre a buona parte dell’attuale governo (la Lega non ha mai votato a favore di una revisione del Regolamento di Dublino), sono i loro potenziali alleati come Orban, altri paesi dell’est europeo che non vogliono sentire parlare di una solidarietà europea. Sono le politiche attuate oggi da questo governo che portano l’Italia ai margini dell’Unione europea. Forse dovrebbero fare mente locale e capire che serva invertire la rotta.

Dopo le elezioni europee ci sarà una crisi di questo governo, staranno insieme fino al 26 di maggio pensando di raccogliere qualche consenso in più ma non credo che la situazione possa continuare oltre.

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