INTERVISTA – In Venezuela non si gridi al complotto, ma si lavori per la democrazia

Radio Popolare – Non c’è pace senza giustizia

22 novembre 2017

 

“Dovremmo tutti lavorare per contribuire a una soluzione pacifica. Bisogna assolutamente evitare che si strumentalizzi la situazione in Venezuela perché altrimenti chi ne fa le spese sono soprattutto i ceti meno abbienti della popolazione venezuelana. La mia opinione e che ci sia una oggettiva deriva di Maduro e questa credo abbia delle cause precise.

All’epoca di Chavez la situazione era governabile per due ragioni oggettive: perché Chavez era un leader riconosciuto e perché non c’era la crisi economica attuale causata della caduta del prezzo del petrolio, e come sappiamo l’economia venezuelana la loro è basata proprio sul petrolio. Tutto questo ha originato una deriva economica e il governo venezuelano non è stato in grado di mettere in campo le riforme necessarie per differenziare l’economia. Gridare al complotto è la cosa più sbagliata che si possa fare, forse converrebbe che ascoltasse le posizioni che provengono dall’opposizione e costruire un itinerario comune per far uscire dalla crisi garantendo una stabilità economica e istituzionale.

Non amo molto le sanzioni, soprattutto se stiamo parlando di un paese che ha fame. Sono invece per costruire le condizioni per una forte pressione internazionale. Dovremo favorire una transizione democratica che porterà a nuove elezioni e non ci deve essere nessuna idea di golpe silenzioso né da una parte né dall’altra perché il rischio è creare sentimenti antichi che non aiuterebbero”.

 

Ascolta tutta l’intervista

https://www.radioradicale.it/scheda/526185/non-ce-pace-senza-giustizia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *