INTERVISTA – I figli di Badawi: “Papà in prigione da sei anni per le sue idee”

HUFFINGTONPOST.it

21/11/2018

 

“Non avremmo mai immaginato una vita senza nostro padre”. Inizia così la lettera che mi hanno consegnato Najwa, Doudi e Miriam, i figli di Raif Badawi, blogger saudita in carcere da sei anni per aver espresso le sue idee online. Li ho incontrati insieme a loro madre e moglie del blogger, Ensaf Haidar, durante la missione del Parlamento Europeo in Canada.

Badawi è stato condannato nel 2015 a dieci anni di carcere e a mille frustate per aver creato un sito allo scopo di dibattere su temi sociali e politici. Le prime cinquanta frustate ricevute in pubblico, il 9 gennaio 2015, suscitarono una grande ondata di indignazione a livello internazionale guidando la condanna mondiale nei confronti delle autorità saudite e chiedendo il rilascio senza condizioni di Badawi e di tutti gli altri prigionieri di coscienza. Da allora, Badawi non è stato più frustato, ma resta in carcere a scontare la condanna a dieci anni. La moglie del blogger, Ensaf, e i ragazzi hanno ottenuto asilo politico in Canada e lei è diventata una cittadina canadese nel luglio 2018.

Ensaf Haidar lunedì 19 novembre è stata ospite della Sottocommissione per i Diritti umani del Parlamento Europeo che presiedo. “Lotto per Raif, per i miei figli e perché sono convinta si debba difendere la libertà di pensiero”, ha detto intervenendo nel quadro della Settimana dei Diritti Umani. “Continuerò finché Raif sarà qui con noi e allora sarà un giorno felice per tutti coloro che credono nei diritti”.

Persisteremo nel nostro impegno nelle vesti di Sottocommissione per i Diritti Umani e di parlamentari europei, per difendere la libertà degli attivisti. Lo faremo anche per loro e per quella speranza che i tre ragazzi mi hanno affidato attraverso la loro lettera:

Non avremmo mai immaginato di vivere senza nostro padre. Non avremmo mai pensato che saremmo stati privati del suo amore, dei suoi abbracci e del suo caldo sorriso. Nostro padre era un bravo papà. Nostro padre era anche un pensatore libero, ma questo l’abbiamo scoperto solo più tardi.

Nostra madre ha continuato a ripeterci una cosa che lui disse una volta: “Vogliamo vita per quelli che desiderano per noi la morte e vogliamo razionalità per quelli che vogliono per noi ignoranza”.

Nostro padre è ancora in prigione – sei anni in prigione – lontano da noi, per la sua lotta in difesa di questi ideali.

Quando abbiamo lasciato l’Arabia Saudita, nostra madre ha provato a nasconderci il fatto che tu fossi in prigione. È stato solo più tardi che abbiamo scoperto che eri in prigione per le tue idee.

Noi tre insieme abbiamo immaginato come farti uscire dalla prigione – Miriam ha detto che andrà in Arabia Saudita, irromperà nella prigione, colpirà le guardie e porterà il papà fuori da lì. “Papà deve tornare a casa”, ha detto.

“Perché sei in prigione papà?”, è la domanda che ci tormenta ogni giorno. Sappiamo che non sei un criminale o un aggressore, sei una persona pacifica che ama gli altri e augura loro il meglio.

Dopo che la mamma ci ha detto che tu eri in prigione per via del tuo sostegno al pensiero libero, abbiamo cercato il tuo nome su Google in inglese e in arabo e siamo stati sorpresi di vedere quanto sostegno e quanta empatia ha ricevuto il tuo caso – è partita dalle dichiarazioni di Amnesty International nel mondo, dalle denunce di alcuni stati e dal costante supporto dell’Unione europea al tuo caso, fino alle proteste individuali.

Conosciamo alcuni dei nomi di queste persone oggi e siamo grate a loro a nome tuo.

A tutti coloro che difendono mio padre, le parole non possono bastare per esprimere la nostra gratitudine per ogni cosa che state facendo per lui, state dando un esempio di diritti umani, quindi grazie ancora e ancora.

Noi, Najwa, Doudi, Meriam e la mamma, aspetteremo nostro padre e saremo forti per lui. Aspetteremo il giorno in cui vedremo l’aeroplano atterrare all’aeroporto di Montreal e nostro padre potrà allora vederci mentre lo aspettiamo in prima fila piangendo e non ci fermeremo fino a che ci terrai nelle tue accoglienti braccia e asciugherai le nostre lacrime con le tue mani amorevoli.

Najwa (15), Doudi (14), Miriam (11)