INTERVISTA – “Già nei fatti la responsabilità saudita, deve essere chiamata a pagare il conto”

Radio InBlu

Immediatamente dopo questo assassinio che è avvenuto al consolato di Istanbul abbiamo preso contatto con la fidanzata di Jamal Khashoggi e creato le condizioni perché vi fosse un pieno pronunciamento del Parlamento europeo. Oggi in aula si voterà la risoluzione sull’Arabia Saudita.

Nella risoluzione che approveremo chiediamo innanzitutto l’istituzione di una commissione autonoma internazionale per accertare la verità, una verità che in realtà è già evidente perché 15 persone non partono da Riad, si recano a Istanbul, entrano nel consolato saudita, torturano e uccidono Khashoggi e poi se ne vanno come se fosse una deviazione dei servizi segreti. Il mandante si trova a Riad. Serve accertare tutta la verità possibile, ma è già nei fatti che c’è una grande responsabilità della leadership saudita che deve essere chiamata a pagare il conto.

Ci sono parecchi interessi, i rapporti con l’Arabia Saudita sono sempre stati improntati a una sorta di realismo politico, con l’Arabia Saudita si fanno gli affari, si vendono le armi e tutto questo provoca un atteggiamento non abbastanza duro di fronte a un fatto di gravità assoluta: siamo di fronte a un delitto di stato, inutile girarci intorno.

Lo stesso governo spagnolo ha ribadito la necessità di non bloccare il commercio delle armi con l’Arabia Saudita. La risoluzione che invece approveremo chiede la sospensione del commercio delle armi, armi utilizzate nel conflitto yemenita in cui l’Arabia Saudita ha enormi responsabilità.

È un conflitto terribile di cui si parla poco anche se anche lì ci sono molti interessi in gioco. Si usa l’arma della fame e della carestia, della povertà e delle malattie. Stanno morendo un sacco di persone, soprattutto bambini. Non possiamo essere silenti, serve denunciare e ricordare che questo conflitto è alimentato anche dalle armi che l’occidente, in particolare l’Europa, offre all’Arabia Saudita. Nella risoluzione che approviamo oggi diremo anche che c’è la necessità di introdurre una politica di sanzioni nei confronti della leadership saudita e chiediamo l’espulsione dell’Arabia Saudita dal consiglio dei diritti umani dell’Onu.

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