Antonio Panzeri Gruppo dell Alleanza Progressista di Socialisti & Democratici al Parlamento europeo Partito Democratico

Che cosa farò

Oggi la vita è davvero dura per tante persone. E’ dura per i lavoratori, che sono le prime vittime di questa crisi. E’ dura per i nostri giovani, che affrontano un futuro difficile. Ed è dura per i consumatori, per i pensionati, per tutti coloro che oggi se la vedono con il carovita, con i tagli ai servizi sociali, con l’insicurezza. So però che tutelare il diritto a una vita dignitosa è possibile. Lo si può fare qui, sul nostro territorio, e lo si può fare “qui” al Parlamento Europeo, dove lavoro da ormai 5 anni. E’ proprio da “qui” infatti, da Bruxelles, che possiamo lavorare insieme per affrontare a testa alta la crisi e migliorare la vita di tanti Italiani. Pensa, è grazie all’Unione Europea che sono riuscito a difendere i nostri lavoratori in Inghilterra, quando sembrava che li volessero cacciare da un giorno all’altro. Ed è sempre da Bruxelles, per farti altri esempi, che ho potuto richiedere regole più efficaci contro l’immigrazione clandestina, favorire l’integrazione, conquistare maggiori tutele per i precari italiani. Ecco perché dobbiamo fare squadra insieme.

Ecco il mio programma per la prossima legislatura:

IL LAVORO. LO STIPENDIO. LA FAMIGLIA.
Lavorare, avere il giusto stipendio, potersi “permettere” una famiglia. Sono certezze che questa crisi sta mettendo a rischio una dopo l’altra. In Italia ci sono sempre più licenziati, cassa integrati, precari, pensionati ai limiti della povertà, mentre la vita costa tanto cara da trasformare la famiglia in lusso.
Ecco i miei obiettivi:

  • imporre un bello stop alla precarietà, facendo pressione dall’Europa sul governo italiano per migliorare gli stipendi e dare maggiori sicurezze ai lavoratori;
  • mettere in circolo più posti di lavoro, utilizzando con maggiore efficienza le potenzialità del mercato italiano e, allo stesso tempo, trasformando l’EUropa intera in una “riserva di occupazione” che garantisca però i giusti diritti a tutti i lavoratori;
  • aiutare le famiglie ed i lavoratori ad arrivare alla fine del mese con l’abbattimento dei costi ingiustificati di tanti beni fondamentali;
  • dire no ai tagli alle pensioni che in tanti ormai propongono in Italia e in Europa. Come se la soluzione alla crisi economica fosse quella di togliere il pane di bocca a chi ha lavorato una vita;
  • adottare tutte le misure necessarie per favorire l’ aumento dell’ occupazione femminile, permettendo allo stesso tempo di conciliare esigenze lavorative e familiari.


LE “SICUREZZE”. IL LAVORO NERO. L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA.

Sicurezza? Ce n’è più d’una. Ci sono la sicurezza contro la criminalità, quella sul luogo di lavoro e quella di avercelo, un lavoro. E spesso il problema dell’immigrazione clandestina riguarda tutti questi aspetti. Perché fra i tanti clandestini che raggiungono l’Italia ci sono brave persone e delinquenti veri. Perché ci sono imprenditori senza scrupoli che li sfruttano e poi vogliono fare lo stesso anche con i lavoratori italiani.
Per questo, i miei obiettivi saranno:

  • ottenere norme più rigide contro l’immigrazione clandestina, perché alimenta la criminalità, straniera e italiana, mette in pericolo le persone oneste e costringe all’illegalità anche la  povera gente che viene nel nostro Paese con sane speranze;
  • avere il giusto controllo sulle frontiere: perché, anche se siamo in Europa e abbiamo quindi la politica delle “porte aperte”, questo non significa dover rinunciare alla sicurezza dei cittadini;
  • avere più strumenti per l’individuazione e la lotta al lavoro nero, una vera “calamita” per la criminalità, l’immigrazione clandestina, lo sfruttamento dei lavoratori italiani e stranieri con la promessa di un’occupazione senza garanzie né tutele.


L’ECONOMIA ITALIANA. LO “SVILUPPO SANO”.

Lo sviluppo è un tasto delicato. Perché è un traguardo indispensabile e perché, purtroppo, dietro a tante spinte sane di rilanciare l’Italia in Europa e nel mondo, ci sono anche “forze” che, con la scusa dello sviluppo a tutti i costi, vogliono soltanto arricchirsi a discapito dei lavoratori e dell’ambiente.
Ecco che cosa farò:

  • offrire più spazio e più fondi all’economia sana. Quella che rispetta le regole, che paga il giusto e rispetta i lavoratori, che tutela l’ambiente. Perché il “nuovo sviluppo italiano” deve essere migliore di quello di prima;
  • garantire un aiuto alle piccole e medie imprese italiane nel mondo. Che significa, per esempio, una maggiore tutela dalle contraffazioni, il marchio d’origine sui beni importati, il giusto riconoscimento all’unicità dei nostri prodotti alimentari;
  • dare più risorse alla tutela dell’ambiente e al risparmio energetico. Per lasciare un futuri migliore ai nostri giovani e vivere in un’Italia e un’Europa più pulite fin da ora.

Ecco alcuni esempi del lavoro che ho già fatto, come Europarlamentare, contro la crisi:

  • ho contribuito a creare il Fondo di Adeguamento alla Globalizzazione (FEG), un grande “salvadanaio” che ha già aiutato migliaia di disoccupati italiani ed europei e i settori industriali più in difficoltà;
  • ho sollecitato l’Unione Europea per ottenere migliori politiche di integrazione e, al tempo stesso, un’applicazione più rigida ed efficace delle leggi contro l’immigrazione clandestina, incluse maxi – multe e sanzioni severe per chi impiega manodopera illegale;
  • ho contribuito a rispedire a mittente una proposta di settimana lavorativa da 65 ore e mi sono impegnato in più occasioni per promuovere il cosiddetto “ritorno dei cervelli”, cioé di quei bravi ricercatori italiani che potrebbero essere utili allo sviluppo del nostro Paese ma che sono andati oltre confine per mancanza di fondi.

Per avere un’idea più completa del mio lavoro presso il Parlamento Europeo, leggi qui.

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