Il presidente DROI deplora la detenzione del calciatore rifugiato Hakeem Al-Araibi

24/01/2019

http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20190124IPR24203/droi-chair-deplores-detention-of-refugee-football-player-hakeem-al-araibi

La continua detenzione in Tailandia del calciatore del Bahrein Hakeem Al Araibi allarma Pier Antonio Panzeri, presidente della Sottocommissione per i diritti umani del Parlamento europeo (DROI).

“Sono costernato dalla situazione inaccettabile del calciatore rifugiato Hakeem Al-Araibi. Il posto giusto per Hakeem non è certamente dietro le sbarre di una prigione in Tailandia, ma in libertà: con la sua famiglia, i suoi amici e sostenitori.

“Fare ritornare Hakeem Al-Araibi in Bahrain violerebbe le leggi internazionali sui diritti umani e metterebbe la sua vita in grave pericolo. Le autorità di immigrazione tailandesi dovrebbero assicurarsi che gli sia permesso di tornare in Australia senza danneggiare il suo benessere.”

La Confederazione calcistica asiatica e la FIFA devono accelerare i loro sforzi e lavorare sodo per la sua liberazione, ha dichiarato Panzeri (S&D, IT). “Incoraggio fortemente la FIFA a sostenere la sua nuova politica sui diritti umani, in quanto questo caso è davvero un test fondamentale per lo sport e per le autorità calcistiche internazionali.

Incoraggio inoltre il governo australiano a continuare i suoi ampi sforzi per assicurare un ritorno sicuro per Hakeem in Australia, un paese in cui sta costruendo una nuova vita con sua moglie e amici.

Background

Al-Araibi, un rifugiato proveniente dal Bahrein che gode di residenza permanente in Australia, è stato arrestato al momento del suo arrivo a Bangkok la sera del 27 novembre, in base ad un mandato d’arresto emesso dal suo paese natale. è stato condannato in contumacia da una corte del Bahrein per un presunto atto di vandalismo contro una stazione di polizia, avvenuto mentre Al-Araibi stava giocando una partita di calcio in diretta televisiva.

Il mandato era stato erroneamente notificato dall’Interpol in violazione del suo stesso protocollo, che vieta l’emissione di mandati per i rifugiati da parte del paese da cui sono fuggiti. L’Interpol ha poi ritirato la notifica del mandato.

La Thailandia ha concesso al Bahrein per presentare una richiesta formale di estradizione un periodo di 60 giorni, che scadrà l’8 febbraio, ma può essere prolungato di altri 30 giorni.