Il presidente DROI condanna la punizione dei familiari del difensore dei diritti umani in Bahrain

22/02/2019

http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20190221IPR28335/droi-chair-on-punishment-of-family-members-of-bahraini-human-rights-defender

Riguardo alla sentenza della corte di ultimo appello prevista per il 25 febbraio 2019, il Presidente della Sottocommissione Diritti umani Antonio Panzeri ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Tre membri della famiglia del difensore dei diritti umani in esilio del Bahrain, Sayed Ahmed Alwadaei, stanno al momento scontando una condanna a tre anni di reclusione: sua suocera Hajer Mansoor Hassan, suo cognato Sayed Nazar Alwadaei e suo cugino, Mahmood Marzooq Mansoor.

Tutti e tre non apparentemente detenuti per rappresaglia contro le critiche di Alwadaei nei confronti della famiglia reale e le politiche del governo del Bahrain.

Colpire i familiari per mettere a tacere gli attivisti costituisce una forma di punizione collettiva. “Nessun membro della famiglia dovrebbe essere incarcerato per reati che potrebbero essere stati commessi da un altro membro della famiglia”, ha sottolineato l’on. Panzeri.

Rilasciare i familiari di Sayed Ahmed Alwadaei il 25 febbraio con la sentenza della Corte d’ultimo appello è il solo modo di assicurare una giustizia equa.

Le autorità del Bahrain devono immediatamente prendere tutte le misure appropriate per assicurare una piena e indipendente investigazione delle circostanze che circondano la privazione della libertà arbitraria e per punire i responsabili della violazione dei loro diritti.”

Contesto

Il difensore dei diritti umani del Bahrain Sayed Ahmed Alwadaei, direttore dell’Istituto del Bahrain per i diritti e la democrazia (BIRD), vive in esilio in Gran Bretagna dal 2012. I suoi familiari Sayed Nazar Naama Baqqer Ali Yusuf Alwadaei, Mahmood Marzooq Mansoor e Hajar Mansoor Hassan sono stati a quanto risulta arrestati a marzo 2017 per aver piazzato presunti ordigni falsi nel gennaio 2017. Tutti e tre hanno affermato di essere stati sottoposti a maltrattamenti durante gli interrogatori. Il 30 ottobre 2017, sono stati condannati a tre anni di reclusione. Il 20 dicembre 2017, le condanne di tutti e tre sono state confermate da una corte di appello in Bahrain. Se la loro condanna sarà confermata dalla Corte di ultimo appello del Bahrain il 25 febbraio 2019, avranno esaurito tutti i ricorsi legali disponibili.

Il gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria (WGAD) ha confermato il 10 gennaio 2019 che sono stati arrestati senza un mandato di arresto e che la loro privazione della libertà è arbitraria. Il WGAD ha anche sottolineato il fatto che il loro arresto non aveva una base legale e le violazioni del diritto a un processo equo e al giusto processo erano di una gravità tale da conferire alla privazione della libertà un carattere arbitrario.