I deputati del Gruppo S&D chiedono una riforma ambiziosa del Fondo Sociale Europeo
FSE: strumento fondamentale per non penalizzare i più deboliSecondo il vicepresidente britannico Stephen Hughes, "il Fondo Sociale Europeo può giocare un ruolo chiave per sostenere gli Stati membri che si sono impegnati in un drastico programma di austerità".
Tali programmi avranno sicuramente conseguenze sociali molto gravi. La crisi finanziaria ha provocato l'aumento della disoccupazione e della povertà in Europa. Quasi 113 milioni di persone, in Europa, sono oggi esposte al rischio di povertà. Ecco perché è fondamentale aumentare gli strumenti finanziari per il FSE e allargare il suo campo d'azione, affinché finanzi programmi in grado di agire a favore dell'inclusione sociale. Secondo il Gruppo, non si possono accettare restrizioni nell'uso del FSE per gli Stati membri che non riusciranno a rispettare i programmi di riduzione del deficit pubblico, poiché ciò equivarrebbe a infrangere la solidarietà europea e a creare un circolo vizioso che finirebbe col penalizzare, ancora una volta, i più deboli.




I Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo, esprimono la loro profonda inquietudine di fronte all'annuncio, da parte dell'Istanza Regionale Indipendente sulle Elezioni (IRIE), l'organismo che controlla il buon svolgimento delle elezioni tunisine del 23 ottobre, riguardante l'aggressione fisica di uno dei suoi rappresentanti, il signor Moez Boukhiss, mentre si trovava proprio nel suo ufficio dell'IRIE presso il Consolato Tunisino.
Il Gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo considera le elezioni tunisine del 23 ottobre come un'opportunità storica per questo Paese affinché possa consolidare la democrazia così come richiesto dal popolo tunisino. Il processo di transizione democratica, così come l'evoluzione del Paese dopo la caduta del regime repressivo di Ben Ali, sono stati oggetto di dibattito questo mercoledì al Parlamento Europeo, nel corso di una conferenza organizzata dal Gruppo S&D."L'Unione Europea e in particolare il Parlamento, devono assumersi pienamente le loro responsabilità e mettere in atto tutti gli sforzi necessari affinché si ridisegni una nuova politica di vicinato per la Riva Sud del Mediterraneo, che metta al cuore della democrazia i diritti umani" hanno dichiarato Antonio Panzeri, Deputato S&D e Presidente della Delegazione Maghreb al Parlamento europeo, e la vicepresidente del gruppo Véronique de Keyser. "Dobbiamo, in maniera unitaria, sostenere lo svolgimento di elezioni libere e trasparenti" hanno indicato, sottolineando che solo "uno scrutinio irreprensibile permetterebbe di legittimare l'Assemblea Costituente che darà ufficialmente viva alla Tunisia democratica. La Tunisia ha dunque dinnanzi a sé un'opportunità storica per essere capofila del processo di democratizzazione in tutto il Mediterraneo. Siamo certi che i tunisini saranno pienamente

