Comunicato Stampa
Una delegazione del Parlamento Europeo ha visitato Tripoli e Bengasi dal 10 al 12 febbraio
Ecco il comunicato dei Parlamentari che hanno fatto parte della Delegazione. "Siamo venuti in Libia per confermare il nostro supporto al popolo libico. Il nostro Parlamento è stato il primo organismo internazionale a chiedere una no-flight zone e riconoscere il Consiglio di Transizione Nazionale.
Siamo fiduciosi che il popolo libico sarà capace, con la stessa determinazione e unità che ha mostrato durante la rivoluzione, di fronteggiare le importanti sfide che caratterizzano questa fase cruciale della transizione libica verso lo status di nazione democratica, inclusiva, prospera e pacifica.
Siamo anche consapevoli che occorre conciliare l'esigenza di superare i problemi più urgenti con la necessità di creare istituzioni democraticamente legittimate che possano portare avanti le riforme necessarie col supporto della popolazione.
Le elezioni di giugno rappresentano un passo cruciale in questa direzione.
Speriamo che la nuova legge elettorale posa prendere in considerazione le realtà nazionali ed offrire un contesto adeguato alla piena partecipazione – con particolare riferimento alla componente femminile della popolazione – alla vita politica della Libia.
I media hanno un ruolo cruciale da giocare in questo contesto e abbiamo discusso anche di come dar loro supporto.
Abbiamo espresso la nostra disponibilità ad accompagnare il processo elettorale e siamo lieti di vedere che questa offerta è stata accolta positivamente dagli interlocutori libici.
Siamo anche pronti a condividere con la Conferenza Nazionale, che verrà eletta a giugno, la nostra esperienza unica al mondo in qualità di organo legislativo multinazionale. Siamo pronti, infine, a stabilire una stretta cooperazione interparlamentare con la nuova istituzione che vedrà la luce.
Ma ci sono altre importanti sfide che richiedono un'attenzione urgente. La prima è quella della sicurezza. Tutti i nostri interlocutori hanno riconosciuto che per stabilire la rule of law in Libia occorre la creazione di forze di polizia e di un esercito affidabili e di ispirazione democratica. Inoltre, le forze di sicurezza libiche devono agire nel quadro della legalità, rispettando le libertà fondamentali e i diritti umani.
L'UE ha in questo ambito una grande esperienza ed expertise, che è pronta a mettere a disposizione dei partner libici. La reintegrazione dei combattenti nella vita civile, garantendo prospettive economiche adeguate, è un altro aspetto importante.
In questo contesto è essenziale che i nostri paesi rendano disponibili, con urgenza, i fondi libici precedentemente congelati per consentire che il nuovo governo abbia le risorse necessarie ad affrontare queste importanti sfide. La sicurezza dei confini rappresenta un aspetto di preoccupazione e, anche in questo caso, abbiamo assicurato agli interlocutori la nostra volontà di assistere.
I nostri interlocutori hanno sottolineato di essere consapevoli dell'importanza della giustizia di transizione per raggiungere una riconciliazione nazionale, come presupposto per costruire una Libia democratica e inclusiva. Anche garantire la protezione ai migranti economici in Libia rappresenta un fattore che può contribuire a una maggiore sicurezza e a un progresso economico.
Infine i servizi fondamentali come quelli sanitari ed educativi sono essenziali per il benessere della popolazione libiche ed è per questo che l'UE deve essere disponibile ad assistere nella costruzione di capacità e competenze adeguate, con politiche di formazione indirizzate soprattutto ai più giovani, che rappresentano il futuro della Libia
La Libia è in una fase cruciale: l'UE deve assistere le autorità libiche a valutare le proprie necessità, fornendo consigli e supporto nei settori più sensibili, senza dimenticare di coordinare le politiche di cooperazione bilaterali fra Libia e stati membri"
La delegazione era composta da José Ignacio Salafranca (PPE, Spagna), Antonio Panzeri, Presidente della delegazione rapporti col Maghreb (S&D, Italia), Arnaud Danjean, presidente del sottocomitato su Sicurezze e Difesa (PPE, Francia), Ana Gomes, relatrice in Commissione Affari Esteri per il dossier sulla Libia (S&D, Portogallo), e Jelko Kacin, membro della Commissione Affari Esteri (ALDE, Slovenia).
La delegazione ha incontrato il Presidente del Consiglio di Transizione Nazionale, Mustafa Abdul Jalil (primo ministro) e altri rappresentati del Governo libico, Ian Martin (Rappresentante speciale per le Nazioni Unite), oltre a ONG locali e internazionali. La visita è stata realizzata col supporto della delegazione UE a Tripoli
Ecco il comunicato dei Parlamentari che hanno fatto parte della Delegazione. "Siamo venuti in Libia per confermare il nostro supporto al popolo libico. Il nostro Parlamento è stato il primo organismo internazionale a chiedere una no-flight zone e riconoscere il Consiglio di Transizione Nazionale. Siamo fiduciosi che il popolo libico sarà capace, con la stessa determinazione e unità che ha mostrato durante la rivoluzione, di fronteggiare le importanti sfide che caratterizzano questa fase cruciale della transizione libica verso lo status di nazione democratica, inclusiva, prospera e pacifica.
Siamo anche consapevoli che occorre conciliare l'esigenza di superare i problemi più urgenti con la necessità di creare istituzioni democraticamente legittimate che possano portare avanti le riforme necessarie col supporto della popolazione.
Le elezioni di giugno rappresentano un passo cruciale in questa direzione.
Speriamo che la nuova legge elettorale posa prendere in considerazione le realtà nazionali ed offrire un contesto adeguato alla piena partecipazione – con particolare riferimento alla componente femminile della popolazione – alla vita politica della Libia.
I media hanno un ruolo cruciale da giocare in questo contesto e abbiamo discusso anche di come dar loro supporto.
Abbiamo espresso la nostra disponibilità ad accompagnare il processo elettorale e siamo lieti di vedere che questa offerta è stata accolta positivamente dagli interlocutori libici.
Siamo anche pronti a condividere con la Conferenza Nazionale, che verrà eletta a giugno, la nostra esperienza unica al mondo in qualità di organo legislativo multinazionale. Siamo pronti, infine, a stabilire una stretta cooperazione interparlamentare con la nuova istituzione che vedrà la luce.
Ma ci sono altre importanti sfide che richiedono un'attenzione urgente. La prima è quella della sicurezza. Tutti i nostri interlocutori hanno riconosciuto che per stabilire la rule of law in Libia occorre la creazione di forze di polizia e di un esercito affidabili e di ispirazione democratica. Inoltre, le forze di sicurezza libiche devono agire nel quadro della legalità, rispettando le libertà fondamentali e i diritti umani.
L'UE ha in questo ambito una grande esperienza ed expertise, che è pronta a mettere a disposizione dei partner libici. La reintegrazione dei combattenti nella vita civile, garantendo prospettive economiche adeguate, è un altro aspetto importante.
In questo contesto è essenziale che i nostri paesi rendano disponibili, con urgenza, i fondi libici precedentemente congelati per consentire che il nuovo governo abbia le risorse necessarie ad affrontare queste importanti sfide. La sicurezza dei confini rappresenta un aspetto di preoccupazione e, anche in questo caso, abbiamo assicurato agli interlocutori la nostra volontà di assistere.
I nostri interlocutori hanno sottolineato di essere consapevoli dell'importanza della giustizia di transizione per raggiungere una riconciliazione nazionale, come presupposto per costruire una Libia democratica e inclusiva. Anche garantire la protezione ai migranti economici in Libia rappresenta un fattore che può contribuire a una maggiore sicurezza e a un progresso economico.
Infine i servizi fondamentali come quelli sanitari ed educativi sono essenziali per il benessere della popolazione libiche ed è per questo che l'UE deve essere disponibile ad assistere nella costruzione di capacità e competenze adeguate, con politiche di formazione indirizzate soprattutto ai più giovani, che rappresentano il futuro della Libia
La Libia è in una fase cruciale: l'UE deve assistere le autorità libiche a valutare le proprie necessità, fornendo consigli e supporto nei settori più sensibili, senza dimenticare di coordinare le politiche di cooperazione bilaterali fra Libia e stati membri"
La delegazione era composta da José Ignacio Salafranca (PPE, Spagna), Antonio Panzeri, Presidente della delegazione rapporti col Maghreb (S&D, Italia), Arnaud Danjean, presidente del sottocomitato su Sicurezze e Difesa (PPE, Francia), Ana Gomes, relatrice in Commissione Affari Esteri per il dossier sulla Libia (S&D, Portogallo), e Jelko Kacin, membro della Commissione Affari Esteri (ALDE, Slovenia).
La delegazione ha incontrato il Presidente del Consiglio di Transizione Nazionale, Mustafa Abdul Jalil (primo ministro) e altri rappresentati del Governo libico, Ian Martin (Rappresentante speciale per le Nazioni Unite), oltre a ONG locali e internazionali. La visita è stata realizzata col supporto della delegazione UE a Tripoli




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Signore e signori, cari colleghi,
