L'economia salverà Tunisia e Marocco
La Primavera araba, che ha coinvolto buona parte dei paesi del Nord Africa, ha portato alla ridefinizione di nuovi scenari politici ed economici. A partire dal Processo di Barcellona, iniziato nel lontano 1995, l'Europa ha avviato un percorso con i partner mediterranei tramite accordi di associazione bilaterali, nella prospettiva della creazione di un'area di libero scambio che avrebbe dovuto entrare in vigore nel 2010. i Questi accordi, sostenuti da un impegno finanziario dell'UE in materia d liberalizzazioni, di ristrutturazioni produttive, apertura degli investimenti esteri, hanno avuto un effetto positivo soprattutto in riferimento alla deep integration, cioè l'avvicinamento normativo in aree prioritarie quali la concorrenza, gli investimenti e gli standard. Anche a seguito dei rivolgimenti politici e sociali dell'ultimo anno e della crisi economica, questo processo ha subito un brusco rallentamento, dal quale, oggi, i paesi che hanno conquistato una nuova stabilità politica tentano di uscire dando segnali di apertura agli investitori stranieri.
In particolare Marocco e Tunisia hanno mantenuto gli accordi in vigore prima del 2011 con l'intento di continuare ad essere un punto di riferimento per gli investitori esteri. In Tunisia, dove esisteva un vero e proprio “codice di investimenti” che favoriva le imprese straniere, l'attuale governo intende rafforzare questo codice con ulteriori aperture anche nell'intento di adottare misure a sostegno delle imprese le cui attività hanno subito rallentamenti a causa delle rivolte. Lo stesso vale per il nuovo Governo marocchino, guidato da islamici moderati, che intende proseguire nell'iter di abbattimento di tutte le barriere doganali del 90% dei prodotti e mantenere esenzioni fiscali vantaggiose per chi va in Marocco e produce per l'export. Diversa è la situazione in Egitto, dove l'incertezza politica pesa sugli scenari futuri anche economici, ma dove l'Esecutivo provvisorio attuale ha previsto agevolazioni per gli investitori. Nonostante, quindi, un anno di rivolgimenti, che per alcuni Paesi non hanno ancora portato alla definizione di scenari certi, il Nord Africa tenta di uscire da una situazione di stallo dove la ripresa economica non può far altro che migliorare le condizioni di vita degli abitanti di questi paesi e creare nuove opportunità per il sistema economico e produttivo europeo.





