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Europa e Mediterraneo

Le debolezze dell'Occidente nella crisi siriana
protesteassadDopo il veto di Russia e Cina in Consiglio di sicurezza dell'Onu rispetto alla nuova risoluzione sulla crisi siriana, la reazione di Stati Uniti ed Europa mette in evidenza la necessità di una presa di posizione forte e chiara da parte degli attori internazionali che stanno seguendo la vicenda con crescente preoccupazione. 
Persino la Lega Araba ha espresso in modo inequivocabile qualche settimana fa, l'esigenza di un'inversione di rotta nella politica sino a oggi seguita da Bassar el Assad nei confronti della richiesta di una maggior democrazia da parte del popolo siriano. Da tempo l'ipotesi di complotto nei confronti del regime, assunta dal regime stesso come giustificazione alla reazione violenta nei confronti degli insorti, mostra tutta la sua inconsistenza.

Che la situazione siriana fosse estremamente complessa per la sua connotazione geopolitica, lo si sapeva già fin dagli albori di questo moto di ribellione. Ma il tempo trascorso (ormai quasi un anno) ha fatto maturare nel sentire comune sia delle forze occidentali che della stessa Lega Araba, che è necessario porre fine alle violenze e a un regime che non ha più ragione di esistere, arroccato com'é in un anacronistico tentativo di fermare la volontà di cambiamento che ha investito anche la Siria. Risulta altresì evidente che il veto di Russia e Cina ha determinato una giusta reazione indignata di Europa e in primis di Stati Uniti che, attraverso il proprio Segretario di Stato Hillary Clinton, hanno fatto sapere che inaspriranno le sanzioni nei confronti della Siria e che bloccheranno il flusso di fondi e i rifornimenti di armi - russi - che raggiungono Damasco. Anche la Francia si é espressa a favore della creazione di un "gruppo di amici" del popolo siriano che possa lavorare insieme per favorire una transizione pacifica e democratica che deve, però, avvenire il prima possibile, perché il rischio di una guerra civile, dopo questa decisione in sede Onu, é sempre più vicino. La vicenda siriana, così come quelle che hanno interessato in questo "lungo" anno di primavera araba gli altri paesi del Nordafrica e del Medioriente, sta mostrando oggi tutta la sua complessità e, forse, anche la fragilità delle potenze internazionali che hanno assistito quasi attonite a quanto si é compiuto senza preavviso e che oggi, invece, devono avere la lucidità e la maturità necessarie per accompagnare i processi in atto. Anche aldilà degli interessi economici.
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